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La marcia indietro di Gargioni, al “Perlasca” si entra col Green Pass

Il preside si era schierato contro la misura. Un respinto al Bachelet. La preside Dimitri: bisognerebbe remare tutti nella stessa direzione, invece dobbiamo occuparci di queste battaglie mattutine

FERRARA. La grande novità del nuovo anno scolastico, al di là delle misure che oramai chiunque anche nelle scuole ha imparato a conoscere (dalla mascherina al gel igienizzante, dal distanziamento agli scaglionamenti), è il Green Pass che deve obbligatoriamente mostrare chi entra negli istituti. A partire da tutto il personale scolastico. La partenza di ieri era in fondo già stata preparata dal primo settembre quando, fra prese di servizio e recuperi di materie, la scuola è effettivamente iniziata, dal punto di vista almeno del Green Pass. Qualche scenario era così stato anticipato e qualche “inadempiente” già individuato.

Il preside del “Perlasca”, Stefano Gargioni, che contesta l’uso del centrificato verde e il vaccino anti-Covid, risulta in malattia. Ma ha delegato un collaboratore e ieri nelle scuole dell’istituto i controlli sul Green Pass sono stati fatti, come in altri plessi. Al Bachelet c’è stato «un caso di non possesso del Green Pass e di allontanamento», diceva con amarezza la preside Emilia Dimitri. «È spiacevole, bisognerebbe remare tutti nella stessa direzione e dedicare tutte le energie agli studenti e invece devi affrontare queste battaglie mattutine». Per il resto «tutto bene – diceva Dimitri – sono arrivata presto per attivare la piattaforma per la lettura dei Green Pass, che in effetti ha agevolato le verifiche. Abbiamo dovuto fare solo qualche inserimento di nomi mancanti». Nei licei Roiti e Ariosto tutto liscio e non si sono verificati problemi, hanno riferito nelle scuole.

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