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«Mio padre morto di Covid». Ma viene zittita dai no vax

Ieri manifestazione anti-Green Pass davanti a Liceo Ariosto, tribunale e procura. Lei: chiedo rispetto. Subissata dalle urla: «Non l’hanno curato, si unisca a noi»

FERRARA. È cominciato ieri davanti al liceo Ariosto lo sciopero proclamato da Anief (associazione insegnanti), e a cui ha aderito il sindacato Fisi, vicino ai no vax, «per sottolineare la durezza dei provvedimenti del governo e la nostra contrarietà», sintetizzava uno dei leader locali della contestazione anti-vaccino, Alessandro Gulinati, dando il la al coro “No Green pass” del corteo, che si è poi diretto verso tribunale e procura. Non prima dell’interruzione da parte di una passante che rientrava a casa, ha voluto chiedere «rispetto» per sé e per il proprio padre «che è morto di Covid a febbraio, aveva 64 anni e stava bene». Un commento che non è stato gradito dai manifestanti (alcune decine) che l’hanno subito zittita: «Esistono le cure domiciliari signora, mi dispiace», «L’hanno curato male», «Anche noi chiediamo rispetto per tutte le vittime perché è gravissimo che siano morte senza cure», «Faccia una denuncia, denunci con noi», «è omicidio colposo», «Lei signora essendo vittima dovrebbe unirsi a noi», «Ecco un altro tema di cui non si parla mai, le cure per il Covid».

Ferrara, chiede rispetto per il suo lutto ai manifestanti no pass: subissata dalle urla

Ma il coro è stato interrotto di nuovo. Poco dopo una studentessa si è affacciata infastidita alla finestra di casa per chiedere per quanto altro tempo ne avessero, «perché qua dobbiamo studiare non vogliamo rimanere alla terza media». Ha poi ascoltato per un po’ scuotendo la testa fra gli “studia” che le venivano indirizzati dal corteo. «Oggi vorremmo essere solidali con chi non può entrare a scuola – diceva Gulinati – Oggi in aula ci sono insegnanti che entusiasticamente hanno accettato la sperimentazione, oppure insegnanti che l’hanno subita. Siamo solidali anche con loro, perché chi non è con noi oggi sarà con noi domani, quando saranno sempre più evidenti gli effetti gravi delle sperimentazione farmacologiche sulla salute delle persone. È una deriva scellerata sottoporre obbligatoriamente i cittadini a sperimentazione mediche».


Nei cartelli dei corteo c’erano una foto della lapide che nel liceo Ariosto ricorda i ragazzi e il preside Teglio espulsi dalla scuola perché ebrei, una foto di Stefano Gargioni con didascalia («il preside che non accetta i ricatti del governo»), e frasi di scrittori e filosofi come «il solo obbligo che ho diritto di assumermi è quello di fare sempre ciò che ritengo giusto», fra le altre. «I detrattori ci considerano no vax ma non lo siamo, sosteniamo solo quanto normato dalla costituzione e cioè che un cittadino non può essere obbligato ad approcci diagnostico terapeutici qualora non lo volesse. Obbligo del vaccino nella sanità? Nessun contratto collettivo prevede la sospensione senza stipendio», ha detto Dario Di Marcoberardino, segretario regionale Fisi.