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Sequestro stadio Mazza, finisce davanti ai giudice del  Riesame la resa dei conti sui rischi delle strutture

Le difese di Tassi e dei tecnici contro la procura e i suoi periti, in aula verrà contestata la “pericolosità” di curva Est e gradinata  

È la prima verifica davanti a giudici terzi, per le accuse mosse dalla procura a riguardo dei lavori allo stadio Paolo Mazza, ma soprattutto contro il sequestro che impedisce di fatto di poter utilizzare appieno lo stadio Mazza: stadio che vede ancora oggi Curva Est e Gradinata Nord vietate al pubblico, limitando ancor di più l’accesso dei tifosi alle partite, già contingentati per i limiti Covid.

Tutti al Riesame


Il prossimo 23 settembre davanti al Tribunale del Riesame verrà discusso il ricorso contro il sequestro dello stadio, ancora vigente – lo ricordiamo – ma condizionato all’esecuzione dei lavori correttivi imposti da procura e dai suoi periti che ritengono curva Est e gradinata Nord “pericolose”. Lavori che la Spal – la nuova proprietà di mister Tacopina – si è detta disponibile ad eseguire subito. Ma lo potrà fare solo dopo la risoluzione di questa contesa-resa dei conti giudiziaria in corso tra i difensori dei 9 indagati rimasti, procura e giudici.

Il sequestro, come si ricorda, era stato deciso dal giudice Danilo Russo su richiesta della procura forte delle conclusioni del proprio consulente Carlo Pellegrino che aveva messo nero su bianco che così com’è oggi lo stadio «c’è una probabilità di collasso maggiore – rispetto a quella prevista dalle norme Ntc (nuove tecniche di costruzione del 2018) – delle struttura di Gradinata Nord e Curva Est (o di una loro parte)». Così scriveva Pellegrino e da qui procura prima (la pm Cavallo che aveva chiesto il sequestro) e il gip Russo dopo (che lo aveva accolto) hanno bloccato tutto per il rischio collasso. Si badi bene, però: contro tutto questo si sono schierate una dopo l’altra le difese di Tassi (costruttore), dei tecnici Travagli e Colombi (progettista e collaudatore) chiedendo ai giudici del tribunale del Riesame di pronunciarsi: lo faranno il 23 settembre.

Contesa senza fine

Ma questa contesa-rea dei conti giudiziaria è solo agli inizi: perché i lavori correttivi dello stadio (la parte sotto sequestro condizionato, Nord ed Est) sono a loro volta condizionati dalla richiesta di incidente probatorio (vedi a fianco): la superperizia che le difese hanno chiesto e nel caso lo stesso giudice Russo dovesse accogliere, ciò bloccherebbe l’intervento correttivo su Nord ed Est, che resteranno a lungo vietati per “rischio” ai tifosi.

D. P.

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