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Quartesana, 500 firme contro le antenne: "Ma il Comune non risponde"

Una delle antenne al centro di Quartesana

Il comitato civico: sbagliato disapplicare il regolamento. Esposto in Procura e all'Asl sui presunti rischi sanitari

FERRARA. Oltre 500 firme e un esposto in Procura contro le antenne di Quartesana. Sale di tono l’opposizione degli abitanti della frazione che hanno messo nel mirino i due impianti, Iliad e Tim, che si trovano a 200 metri l’uno dall’altro, e con essi l’amministrazione comunale. «Trascorso più di un mese dalla consegna delle firme con la richiesta di provvedimenti atti a tutelare la salute dei cittadini - si legge nella nota del Comitato Quartesana No antenne - la sola risposta ottenuta dal Comune è che la raccolta di firme non è regolare perché non sono accompagnate da alcuni dati (data di nascita ecc.)». La consegna, sottolineano i promotori rivolti al sindaco Alan Fabbri, era solo finalizzata a dimensionare la «preoccupazione che noi, abitanti di Quartesana, abbiamo tutti i giorni. Lei è libero di non tenere in considerazione la voce di più di 50 0 persone però la preghiamo di dare valore ai contenuti dell’esposto e valutarli attentamente, perché richiedono una risposta chiara e veloce».


Il Comitato parla invece di «irregolarità compiuta dagli uffici comunali che, disapplicando il regolamento comunale che prevedeva la priorità d’installazione di impianti su aree pubbliche, hanno autorizzato l’installazione della seconda antenna (Iliad) in zona privata, senza curarsi che fosse a fianco alla chiesa, al campo sportivo, vicino alla scuola e a innumerevoli abitazioni circostanti. Disapplicare il regolamento ha di fatto favorito l’espansione d’impianti in zone private». C’è poi il timore per l’attivazione una terza antenna, in questo caso Wind, a 300 metri dal paese, contro il quale il Comune ha presentato ricorso al Tar. Il tutto in attesa di un Piano antenne più volte annunciato ma non ancora presentato, che dovrebbe appunto regolare l’installazione dei nuovi impianti.


L’esposto, presentato oltre che alla Procura di Ferrara e di Corte d’Appello a Bologna, all’Asl e alla Regione, chiede tra l’altro d’istituire un Osservatorio epidemiologico «per monitorare gli episodi di mortalità», che vengano misurati i livelli d’inquinamento elettromagnetico prodotti dall’entrata in funzione della nuova antenna e che venga attivato un monitoraggio in continuo per i malati oncologici e per le patologie croniche e degenerative.
S.C.
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