Siccità, anche il Ferrarese è entrato in "zona rossa"

Il Po in secca è l'immagine del rischio aridità

Nell'anno che promette di essere il più arido dal 1961 scatta l'allarme anche per le nostre zone bagnate da un Po in secca

FERRARA. E' la provincia di Ferrara, la "new entry" nella zona rossa di conclamata aridità (prologo all'emergenza desertificazione) in un anno, che rischia di essere il più siccitoso in tempi recenti, sfiorando ormai i livelli record delle annate idrologiche 1970-1971 e 2011-2012: nei territori a nord del fiume Reno, dal 1° ottobre scorso sono caduti solamente poco più di 407 millimetri di pioggia; è zona rossa idrica, comunque, anche per i territori di pianura a sud del Reno dove, in quasi 12 mesi, i millimetri di pioggia sono stati circa 460 in un contesto, che vede l'area centro-orientale dell'Emilia Romagna (oltre metà della regione), caratterizzata da forte criticità idrica.

A risentirne sono soprattutto i corsi d'acqua con i fiumi aro, Trebbia (in secca) ed Enza, che permangono sotto i minimi storici, seppur i bacini piacentini di Mignano e Molato siano tornati sui livelli dello scorso anno, ma anche il Po rimane in magra spinta, -5,58 a Pontelagoscuro questa mattina, 16 settembre, peraltro bagnata da qualche pioggia. «La mancanza di precipitazioni significative da oltre tre mesi - precisa Francesco Vincenzi, presidente dell'Associazione nazionale dei Consorzi di bonifica - sta impedendo i secondi raccolti, pregiudicando le lavorazioni in campagna».