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Treni in ritardo sulla linea Bologna-Portomaggiore. I pendolari: fino a quando?

Pendolari sulla Bologna-Portomaggiore

Da lunedì la tratta è tornata interamente percorribile ma tra Budrio e Mezzolara  la velocità dei mezzi è rallentata per testare la nuova massicciata 

PORTOMAGGIORE. Tanto sollievo ma anche disagi con l’atteso ritorno alla disponibilità dell’intero percorso della linea ferroviaria Bologna-Portomaggiore. A partire da lunedì scorso, una volta completati i lavori di ripristino dopo i danni provocati dall’esondazione dell’Idice di quasi due anni fa, i treni possono percorrere nuovamente la tratta Budrio-Mezzolara, ma per esigenze di sicurezza i mezzi sono costretti a ridurre la velocità di marcia.

La conseguenza? Ritardi di diversi minuti, che comportano non pochi problemi ai pendolari, sia all’andata che al ritorno. La situazione critica potrebbe protrarsi per qualche altro giorno, se non di più, secondo quanto ha reso noto Fer.


La lettera

Già da anni è attivo un comitato degli utenti, l’Associazione pendolari Bologna-Portomaggiore. Da lunedì si è fatto sentire, sottolineando i disagi, e il gruppo ha anche inviato una lettera a Ferrovie Emilia Romagna, Città Metropolitana di Bologna e ai sindaci dei Comuni interessati dal percorso.

La nota, pur dando atto della novità positiva della ripresa del servizio nella sua completezza, rileva puntualmente i ritardi di lunedì scorso, nella sostanza confermati nel giorno successivo. Una media di una dozzina di minuti (con una punta di 21) per i viaggi in direzione Bologna, più o meno simile a quella conteggiata per i mezzi diretti a Portomaggiore. «Disagi che hanno causato ritardi a lavoratori e studenti nel primo giorno di scuola», sottolinea il comitato, da cui arriva un’altra segnalazione, sempre riferita a lunedì: «Alcuni treni non comparivano nei monitor né venivano annunciati, con gli utenti disorientati che si interrogavano sulla loro presenza o meno».

Il rallentamento

Ma perché tutto ciò? Il punto è che il tratto risanato viene percorso a una velocità media di 40 km orari, con un impatto negativo sui tempi di percorrenza che si ripercuotono sui treni in circolazione.

Fer ha comunicato che Il rallentamento è imposto dalla normativa sull’attivazione all’esercizio dell’armamento e il consolidamento della massicciata, appena costruita, che avviene al transito di un certo numero di treni, “testando” in pratica il loro peso. Fino a quando si protrarrà questa fase non è stato dettagliato con chiarezza da Fer, e anche su questo i pendolari si lamentano.

Fabio Terminali

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