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La semplicità e il sorriso di Sebi nel cuore di chi lo ha amato

Tantissima gente in chiesa per l'ultimo saluto a Sebastiano Zocco. Di origini siciliane, era diventato pilastro della comunità

 In cielo qualche nuvola. Sul piazzale della chiesa, tanti amici. In questo modo Cologna ha dato l’ultimo saluto a Sebastiano Zocco, il trentunenne che ha perso la vita in un tragico incidente stradale notturno.

La chiesa di Santa Margherita Vergine e Martire di Cologna era piena ai limiti della capienza nei tempi del Covid, con panche occupate e tante persone disciplinatamente in piedi e distanziate, oltre a un nutrito gruppo di persone nel piazzale e nei giardini della chiesa. Tanti carabinieri, in servizio e in congedo (il padre di Massimiliano, ora in pensione, e lo zio sono sottufficiali dell’Arma) rappresentanti dell’Associazione nazionale carabiniri. Anche il maggiore Giorgio Feola, non solo in quanto ex comandante dei carabinieri della compagnia di Copparo, ma anche amico personale di Sebastiano, e l’assessore di Riva del Po, Alberto Astolfi, il quale è anche un concittadino di Cologna. Una bara semplice, di legno chiaro, decorata da un cuscino di fiori rosso a forma di cuore, a cui sono state aggiunte alcune rose. Alle letture, citato San Paolo, con la lettera ai romani: «se Dio è con me, chi contro di me?», e poi l’accorata, coinvolgente omelia del parroco don Francesco Pio, che è partito dal Vangelo di Giovanni, citando l’episodio di Lazzaro.


la forza della fede

Toccante il passaggio in cui, davanti al sepolcro di Lazzaro, anche Gesù piange. Ma per dare un segnale che porti a credere fermamente, chiede al Signore di fare qualcosa. E Lazzaro risorge. Naturalmente, la resurrezione è altro, è un sepolcro vuoto, ma per chi crede è importante sapere che ci sarà una resurrezione per tutti, alla fine, e che questa resurrezione è per tutti, purché non si pecchi.

Una omelia lunga e articolata, per un ragazzo che è stato definito un fratello, un ragazzo capace di farsi accettare e amare dalla comunità, tanto da essere, appunto, uno di famiglia. Sebastiano era capace di accettare e promuovere l’accoglienza, di entrare in sintonia, di essere un membro della comunità pur essendo nato altrove. E il termine fratello, usato dal parroco, spiega molto e chiarisce tutto della capacità del 31enne di entrare in sintonia con gli altri. Al termine della cerimonia, un toccante e commosso intervento degli amici del bar che frequentava, il Mickey Mouse. Una dolce voce femminile, a sottolineare ancora come Sebi fosse un amico, un ragazzo dentro i cuori degli amici del bar, e che in quei cuori resterà per sempre. All’uscita sul piazzale della chiesa, tutti si sono stretti alla famiglia. In un silenzio rotto solo dal suono delle campane. Rigato di lacrime.

Alessandro Bassi

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