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Le sfide al Covid per rilanciare economia, lavoro salute e società

Dibattito al Teatro Comunale con Bonaccini, Zuppi, Crisanti, Perego Auspicata un’apertura dei beni comuni e più assistenza territoriale 



Ospedali territoriali, assistenza domiciliare, digitalizzazione, e investimenti per contrastare la crisi demografica e quella climatica, con le risorse del Pnrr, intervenendo sulle fragilità che la pandemia ha fatto emergere. Perché «è un momento propizio per il paese e per la costruzione del futuro. La pandemia sollecita la ripresa dell’azione sociale e una rivisitazione dei valori che definiscono il bene comune» ha detto Antonio Frascerra, moderando il convegno su salute e territorio al tempo della pandemia organizzato, ieri sera al Teatro Comunale, dalla Sezione Ucid di Ferrara. Senza dimenticare che per uscire dalla pandemia servono i vaccini, «da migliorare e da rendere fruibili anche ai paesi poveri perché sono l’ultimo strumento che abbiamo” , sottolineava Andrea Crisanti (direttore del Laboratorio Microbiologia dell’Università degli studi di Padova).


«L’Italia ha rinunciato a implementare un modello di sorveglianza adeguato per bloccare la trasmissione – ha aggiunto Crisanti – Ma c’è l’opportunità fantastica dei vaccini, che agiscono nella stessa direzione. C’è però la minaccia di una variante resistente al vaccino: bisogna sequenziare».

Come indirizzare le risorse per il rilancio del territorio sotto il punto di vista di salute e imprenditoria? «Con il Pnrr miglioreremo ancora di più la sanità dell’Emilia Romagna» ha detto il presidente della Regione, Stefano Bonaccini. Già in programma nuovi ospedali territoriali, per irrobustire una sanità territoriale che pure vanta più di 120 case della salute funzionanti, «che tutti i sindaci, di qualunque colore, ci chiedono», sottolineava Bonaccini. E si lavorerà per migliorare l’assistenza domiciliare e la digitalizzazione «che ci aiuterà per il basso ferrarese o le aree montane. Se teniamo a bada la curva partiremo prima degli altri», calcolava Bonaccini pensando al vantaggio competitivo della Regione nell’Export, e alle previsioni di crescita: «per fine 2022 un recupero di 10 punti di Pil, significherebbe superare il 2019».

C’è poi da affrontare la crisi demografica, ha ricordato il presidente della Regione annunciando una prossima estensione della gratuità del tpl agli studenti, senza soglie Isee. E l’emergenza climatica e la digitalizzazione. E anche Ferrara avrà il suo patto per il lavoro e il clima, sulla scia di quello Regionale: «stiamo per siglarlo». Bonaccini ha anche parlato di «luce in fondo al tunnel», con gli oltre 3 milioni di vaccinati con doppia dose: «e se ci metto anche chi ha fatto la prima, entro fine ottobre dovremmo andare verso il 90% dei vaccinati con doppia dose in Emilia Romagna. Condivido l’estensione del green pass, ci sono ancora centinaia di contagi in Regione ma ho fiducia in una ripartenza che potrebbe essere più rapida rispetto al resto del paese».

Il cardinale Matteo Zuppi (arcivescovo di Bologna) ha affrontato il tema “L’etica al servizio della polis in tempo di crisi” e ha invitato a non mettere da parte la pandemia, ma a trarne piuttosto insegnamento.

«Non bisogna mettere fra parentesi questo periodo così doloroso – ha sottolineato – ma imparare e monitorare le conseguenze sulle relazioni, su cui ha gravato tanta solitudine, soprattutto per i tanti nuclei familiari che nel territorio sono spesso costituiti da una sola persona. Le risorse finanziarie non diventino occasione per ulteriore speculazione – ha poi aggiunto – La logica dell’economia può portare a rendere la salute un’impresa, col rischio che qualcosa non conviene, ma la dottrina sociale dice che la persona conviene sempre».

Per Gian Carlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio, «è inoltre necessario superare la tentazione del protezionismo: dobbiamo guardare al mondo. E occorre sviluppare una nuova cura: l’assistenza territoriale, per esempio».

Ha poi auspicato una vera apertura dei beni comuni: «i beni dell’Unesco devono essere guardati con gli occhi del valore pubblico, la Cattedrale non può essere ancora chiusa».

Giovanna Corrieri

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