Ha riaperto anche il Duchessa ma per gli hotel è solo “ripresina”

Offerta ormai ai livelli del 2019, occupazione stanze e prezzi -30/40%. Mancano gli americani

FERRARA. Ha riaperto da qualche giorno anche l’unico hotel a cinque stelle della città, il Duchessa Isabella, che era rimasto fermo quasi un anno, ed a questo punto la “batteria” delle strutture turistiche del centro è al completo, quasi a sottolineare la voglia di mettersi alle spalle il periodo più duro della pandemia. La realtà, però, è che la “rimonta” delle presenze in città si concretizza solo rispetto ad un 2020 quasi azzerato dai lockdown, mentre rispetto al primo anno “normale” occupazione posti letto e prezzi sono ancora in flessione di oltre un terzo, a differenza della costa che è già andata oltre.

Offerta esuberante


Con il ritorno sul mercato del cinque stelle di via Palestro, che era stato preceduto a giugno da quello del Princess art di via Mascheraio, l’offerta di camere per i visitatori del centro è tornata praticamente ai livelli pre-pandemia. Fanno eccezione in negativo San Paolo e Corte Estense che hanno tirato giù i battenti da tempo, e in positivo il nuovo hotel della stazione, ancora in fase di ristrutturazione. Ad essere ancora piuttosto lontana dal 2019 è la domanda, soprattutto da parte degli stranieri: «È così, di recupero in termini di clientela si può parlare solo in rapporto all’anno scorso, che era stato davvero disastroso per la città d’arte - spiega Zeno Govoni, titolare dell’Annunziata, che fa parte di una rete di monitoraggio composta da sette alberghi del centro - Rispetto al 2019 ci manca ancora il 30-40% in termini di occupazione e prezzi medi, e bisogna tener conto che si tratta della quarta alta stagione sotto il segno del Covid: le prime tre le abbiamo perse completamente, nessuno potrà restituirci i mancati incassi».

Nel monitoraggio di Govoni i turisti italiani sono tornati, seppure senza i gruppi, «si rivedono austriaci, svizzeri, tedeschi: a mancare completamente sono americani e asiatici, nelle città toscane sono tornati ma da noi ancora no. E sono loro a fare i soggiorni più lunghi e più dispendiosi. Inoltre non vediamo nulla oltre il mese, il modo di prenotare è cambiato».

Rimedi complessi

Le fiere di Bologna, come il Cersaie, non fanno più i pienoni, gli eventi estivi come i concerti del Listone «sono stati importanti per rianimare la città e rilanciarne l’immagine, ma sono serviti soprattutto a bar e ristoranti. Qualcosa ci hanno portato i Buskers, anche con la nuova formula. Ora servirebbero eventi in grado di tenere qui i visitatori per più giorni, come le grandi mostre. Sappiamo dei lavori a Palazzo dei Diamanti, speriamo ci possano essere alternative».

Anche perché la cassa integrazione negli hotel non è sparita con la “ripresina” autunnale, anche all’Annunziata tornerà a breve.

Stefano Ciervo

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