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«I nostri ragazzi vanno a scuola su autobus pieni di problemi»

Tper nel mirino delle famiglie di studenti che frequentano l’istituto di Lido Estensi. «Mezzi fatiscenti e nei quali piove dentro. L’azienda rispetti le promesse fatte»

LONGASTRINO. «A Tper paghiamo 478 euro all’anno di abbonamento per il trasporto di ogni studente da Longastrino a Lido Estensi, con corriere che sono residuati bellici: è un servizio non all’altezza e secondo noi questi torpedoni non sono sicuri».

Cristina Tarroni, madre di uno studente che da cinque anni frequenta la scuola di via Boiardo 10, a Lido Estensi, parla a nome di una ventina di genitori di Longastrino che hanno i loro ragazzi iscritti a questo istituto. La ripresa dell’anno scolastico ha coinciso con uno spiacevole inconveniente: ragazzi che devono dribblare le gocce di pioggia che cadono fra i sedili dal tetto del pullman.


LA PROTESTA

«Così non si può andare avanti – dichiara la battagliera portavoce longastrinese –. Sono anni che lottiamo per avere mezzi adeguati e puntualmente a inizio anno ci rifilano queste carrette fatiscenti. Abbiamo avuto incontri con Tper con promesse più da marinaio che da dirigenti e infatti, il risultato è sempre lo stesso. Ricordo che recentemente un pullman ha preso fuoco (20 agosto 2021; ndr), in altri entra l’acqua dal tetto e, come ho già detto, l’anno scorso proprio il primo giorno di scuola, i ragazzi sono rimasti a piedi».

Sulla necessità di avere mezzi sicuri e all’altezza della situazione, Cristina Tarroni, oltre a far notare che la questione non riguarda solo il comune di Argenta ma anche quelli di Alfonsine e Ravenna, perché «il tragitto che percorre quest’anno il pullman è Longastrino, Alfonsine, Conventello, Casal Borsetti quindi la statale Romea per arrivare al Lido degli Estensi. Dimenticavo, poi, che c’è stato anche un caso con le porte che non si aprivano, oltre a pezzi che si sono staccati cadendo sulla testa: ma si può? Ripeto, secondo noi genitori sono mezzi non idonei oppure ipotizzo che si preferisce privilegiare Bologna o Ferrara a discapito di noi della valle».

IL PROBLEMA

Sull’argomento, Cristina Tarroni è un fiume in piena e siccome peli sulla lingua non ne ha ribadisce che «ogni anno a inizio scuola siamo alle solite: ci promettono pullman decenti e invece…adesso ci piove dentro. E si badi bene – tiene a chiarire – che gli autisti sono eccezionali. Persino la preside dell’istituto ha svolto incontri a scuola sull’argomento, per non parlare del suo interessamento per la sicurezza dei trasporti con la pandemia. Ha fatto un lavoro certosino e noi genitori glielo riconosciamo, mentre Tper ti fa pagare un abbonamento (e fra l’altro fino a poco tempo fa dovevamo andare a Ferrara per farlo) e in cambio ci manda questi mezzi, i quali per noi non sono idonei».

«Cosa chiediamo? Coerenza e rispetto delle promesse fatte – conclude la portavoce delle famiglie – e, inoltre, che le autorità di qualsiasi livello esse siano s’interessino di questa vicenda: tutto qui».

G.C.

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