Se il prof fa il cattivo maestro

Il fondo del direttore della Nuova Ferrara

FERRARA. Rovesciare la storia è un esercizio complicato quanto ridicolo ma che, ultimamente, alletta schiere di convinti antivaccinisti. Il crinale che scivola verso revisionismi spiccioli e pericolosi inizia però a diventare troppo ripido. Nelle scorse settimane abbiamo visto cortei con braccia protese nel saluto romano in un incomprensibile accostamento tra Green pass e dittatura. Oggi raccontiamo invece un’altra degenerazione. Accade quando chi dovrebbe curarsi dell’educazione dei ragazzi imbocca derive che testimoniano una ignoranza irrispettosa del passato. Accade qui a Ferrara dove il preside dell’istituto Perlasca, Stefano Gargioni, che nei giorni scorsi aveva già tentato di resistere all’obbligatorietà del certificato, ieri si è affidato ai social per pompare la sua propaganda. È la solita fola: mescolare nazismo e provvedimenti sanitari. Il professore, per ora assente da scuola, ieri ha diffuso una foto dell’ingresso del campo di stermino di Auschwitz con un ritocco personalizzato: la tristemente nota scritta sul cancello è sostituita con la frase “Il Green pass rende liberi”.

Ci sarebbe da piangere dallo sconforto, specie se si considera che dirige una scuola intitolata a chi salvò dai lager migliaia di ebrei. Messo al sicuro il diritto di opinione, resta sul piatto una domanda: un insegnante che mette in circolo abbinamenti del genere come può proporsi a centinaia di ragazzi come un modello educativo? È legittimato a rappresentare un esempio per chi è nell’età della formazione? O sarebbe meglio rimandarlo all’esame di riparazione? Basterebbe la visione di un vecchio film, “La spada nella roccia”, di Walt Disney, per chiarirsi le idee. «L’uomo ha sempre imparato dal passato. Non si può studiare la storia alla rovescia: è già abbastanza confusa così com’è». Se il concetto era già chiaro al gufo Anacleto, possiamo essere ragionevolmente fiduciosi che il prof cambi rotta.
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