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Da tre mesi sulle panchine: «Chiedo una sistemazione»

Il 57enne Giuseppe Grasso sta dormendo in stazioni e autostazioni della città e in provincia. Era in graduatoria per un alloggio Acer: aspettavo novità ma nessuno mi ha più detto nulla 

FERRARA. Giuseppe Grasso ha 57 anni e una vita che negli anni è stata indubbiamente piena di cambiamenti, i quali spesso però lo hanno portato a peggiorare la propria situazione. Ma di certo il momento peggiore è quello attuale, che dura ormai da circa tre mesi, da quando cioé l’uomo - originario di Aci Catena e trasferitosi giovanissimo con la famiglia a Ferrara - non ha più un tetto, dormendo dove capita, spesso in stazioni o autostazioni della città e in provincia. Un’estate complicata, anche per i problemi di salute del 57enne, al quale lo scorso mese di marzo è stato applicato un pacemaker.

LAVORI SALTUARI


Bisogna però riavvolgere il nastro e raccontare la vita di Grasso, arrivato a Ferrara quando era ancora bambino, seguendo la famiglia che aveva preso in gestione un negozio di frutta e verdura invia Montebello, attività chiusa nel 1984. A fine anni ’80 Grasso ha un lavoro ben remunerato a Bologna, ma il matrimonio (e la nascita di un figlio) lo portano in Sicilia, dove però resta pochi anni. «Non potevo vivere così, là facevo lavori per 30mila lire al giorno contro le 10mila all’ora a Bologna...». Al ritorno però la situazione lavorativa cambia e inizia per lui un lungo periodo di lavori saltuari e cambi di residenza, tornando però sempre in via Canonici, dove tuttora vive il padre.

LE DIFFICOLTà

Per un uomo di quell’età, però, la vita così è complicata, tanto che tre mesi fa Giuseppe ha deciso di lasciare la casa di Ferrara: «Avevo gli orari come i bambini e c’erano altri problemi. Ogni tanto torno, ma sinceramente preferisco dormire in strada, anche se la situazione così è ovviamente complessa».

Fra l’altro, il 57enne ha diritto al reddito di cittadinanza, ma la sua protesta nasce da un altro motivo: «Per anni sono stato seguito dai servizi sociali. Nel 2015 ero nella graduatoria Acer per un alloggio, ma poi non ho saputo più nulla e gli assistenti dell’Asp sono letteralmente spariti...».

Negli ultimi tre mesi Grasso ha dormito un po’ ovunque, spesso sulle panchine, in stazione o da padre Orazio al chiostro di San Francesco, altre volte fuori città, a esempio a Copparo, dove è stato alcuni mesi in passato ospite di un amico e dove ha conosciuto l’ex politico Giovanni Mazzorana, che lo sta aiutando quotidianamente con capi di abbigliamento e piccoli contributi economici. Mangia spesso dalle suore e si muove con mezzi pubblici e il suo sacco con i pochi affetti personali. «Non so cosa fare, posso permettermi di pagare un piccolo affitto, per questo chiedo solo un alloggio, una sistemazione. Un lavoro? In passato ho avuto delle borse lavoro, ora aquando qualcuno mi propone qualcosa rinuncia appena sa che ho un pacemaker. Fra l’altro dovrei anche operarmi alla prostata ma ho paura, come faccio poi a tornare in strada?», dice il 57enne.

D.B.

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