Contenuto riservato agli abbonati

«Così abbiano arrestato i pusher al grattacielo». Le accuse della Polizia di Ferrara

In aula agenti antidroga che hanno liberato un pezzo di Gad. E domani alla sbarra i “mafiosi” nigeriani del clan Arobaga  

FERRARA. Prima li arrestavano a vuoto, li fermavano con “modiche” quantità di droga e i pusher di turno poco dopo erano subito liberi. Poi...è arrivata la “cavalleria”, le indagini hanno cambiato strategia, a Ferrara e in tutta Italia, sotto impulso dello Sco (il servizio centrale operativo della Polizia).

Ieri e oggi


E allora ecco arrivare a Ferrara i poliziotti Sco sotto copertura nei Giardini del grattacielo e gli ispettori dell’Antidroga raccogliere riscontri su oltre 60 tra capi e spacciatori che portarono al blitz dell’operazione Wall Street, nei giardini del grattacielo – occupati dallo spaccio – dove oggi c’è il parco Coletta. Quindi, le raffiche di arresti. Ieri, in aula, gli ispettori dell’Antidroga della Squadra mobile che hanno coordinato le indagini con il pm Andrea Maggioni hanno spiegato, di nuovo, ai difensori dei 16 imputati rimasti (tutti nigeriani, un solo italiano) come e perché sono arrivati agli arresti. «Così abbiamo arrestato i pusher nigeriani sotto il Grattacielo», la sintesi degli interrogatori fiume, in cui i difensori contestano genericità delle accuse e delle quantità di droga vendute. Fa parte delle regole del gioco, tra accusa e difesa, mentre ricordiamo altre decine e decine di imputati della operazione Wall Street hanno già patteggiato. Tra gli imputati rimasti non vi sono certo figure minori: anzi, tra tutti spicca John Echenede Osemudiamen, il capo di Pontelagoscuro, dove vendeva cocaina dalla casa che abitava, affittata dall’ex consigliere comunale Francesco Rendine. Oppure tra i tanti a processo ci sono sei che compaiono anche negli elenchi del processo al clan mafioso degli Arobaga. Che si apre domani a Ferrara, a conclusione di un’altra operazione di Polizia con la “cavalleria” che dicevamo: Sco e squadre mobili di mezza Italia contro la mafia nigeriana da Torino, Padova e Ferrara.

Agguati e spaccio

Da Felix Tuesday a Joel Igene, norseman (pusher di medio livello), Glory Egbogin detto Omomo, Igbinosa Irabor detto Ebo, autore dell’agguato di via Morata, Junior Musa (vedi sopra) Prince Onulunsen, con Tuesday autore del massacro di via Modena, altro agguato. La resa dei conti per il processo Wall street è imminente: due udienze, poi la sentenza. Per la mafia nigeriana si parte domani, poi si vedrà.

© RIPRODUZIONE RISERVATA