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Cento, sale la protesta al Bassi Burgatti: «Ci hanno soffiato la palestra»

Lo spazio è destinato alle Taddia, così in 800 devono spostarsi alla Giovannina I genitori lanciano la raccolta firme e chiedono alla Provincia più aule disponibili

CENTO. I genitori degli studenti dell’Isit Bassi Burgatti contro la decisione della Provincia di destinare l’uso della nuova palestra sorta nell’area della scuola alle Taddia.

I ragazzi del Bassi Burgatti sono costretti ad andare alla palestra della Giovannina, mentre nel plesso mancano aule e spazi che possano accogliere più serenamente tutti i 1.700 iscritti cui tocca spostarsi continuamente tra aule e laboratori, perdendo tempo di studio e costringendo il personale a continue sanificazioni delle aule.


LE PROBLEMATICHE

È partita la raccolta firme tra i genitori proprio per chiedere alla Provincia più aule a disposizione dei ragazzi dell’Isit, oltre all’utilizzo della nuova palestra realizzata accanto all’istituto scolastico. E a giorni saranno davanti alla scuola proprio per far sentire la loro voce.

Ad accentuare in maniera decisiva quest’anno il problema della mancanza di aule, in una scuola dove da anni vengono effettuate le rotazioni delle classi nei laboratori, è il record di iscritti: in tutto 71 classi, a fronte di 58 aule didattiche disponibili in via Rigone. Ed è così che gli spazi a disposizione, pur turnando, proprio non bastano.

In un territorio dove quello del Bassi Burgatti è il polo scolastico tecnico più importante, è una sfida far combaciare da un lato la circolare ministeriale che dice che nel momento delle iscrizioni occorre tener conto degli spazi disponibili, e dall’altro il diritto all’istruzione previsto dalla Costituzione con obbligo scolastico fino a 16 anni.

Per questo motivo, sono diverse e ripetute, come riferiscono i rappresentanti dei genitori, le richieste avanzate alla Provincia dalla dirigente Anna Maria Barone Freddo e dal Comitato genitori per chiedere che i ragazzi dell’Isit possano non solo usufruire delle aule della succursale, oggi condivisa con il liceo Cevolani, ma anche della palestra nata accanto alla scuola. Tuttavia la risposta da parte della Provincia, o è stata un no, o non è neppure arrivata. Se le 11 aule della succursale venissero messe a disposizione dell’Isit, molte più classi avrebbero lo spazio dove fare lezione.

Poi il tema palestra. Quella da poco ultimata all’interno del polo scolastico di via Rigone – verrà inaugurata, pare, il 10 ottobre – per decisione della Provincia non verrà messa a disposizione degli studenti dell’Isit, bensì di quelli dell’Iis Taddia che arriveranno in via Rigone, invece che fare poche decine di metri in più ed arrivare alla Giovannina. Una decisione che sembra dovuta al fatto che il percorso per andare alla palestra della Giovannina risulta essere più lungo di qualche minuto. Ma i genitori non ci stanno. Toccherà infatti a più di 800 studenti del Bassi Burgatti (gli altri rimarranno nella “vecchia” palestra accanto all’Isit) spostarsi alla Giovannina per fare educazione fisica, pur avendo una palestra nuova accanto alla scuola. Un problema evidenziato non solo alla Provincia, ma anche all’Ufficio scolastico provinciale. Un braccio di ferro che ad oggi non ha dato risultati.

LA MOBILITAZIONE

Ritenendo la situazione inaccettabile, i genitori si sono mobilitati lanciando una raccolta firme, proprio partendo dalla consapevolezza che in un edificio scolastico in cui ci sono in continuazione criticità e necessità di manutenzione alla prima problematica, i ragazzi non potranno frequentare, ma dovranno ritornare a casa.

Così sono proprio i genitori che si schierano a favore del Bassi Burgatti, scuola superiore che è cresciuta nel tempo, e che merita, sempre secondo i genitori, di essere valorizzata e potenziata, e non penalizzata.

Beatrice Barberini

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