Contenuto riservato agli abbonati

Contributo elettorale o tangente per favori? Ex sindaco di Vigarano sott’accusa

Barbara Paron, all'epoca dei fatti sindaco di Vigarano Mainarda

La procura: Barbara Paron sia processata per corruzione Soldi dall’imprenditore Cara per non far riparare via Frattina 

VIGARANO mainarda. Un contributo elettorale al Pd con tanto di bonifico oppure una tangente in cambio di un favore? La domanda da ieri mattina è al centro del procedimento in corso davanti al giudice Vartan Giacomelli e vede accusata Barbara Paron ex sindaco di Vigarano ed ex presidente della Provincia di corruzione, per quel favore.

Ritardo per l’onere


Secondo l’accusa avrebbe fatto slittare l’obbligo di riparare la strada, via Frattina, che porta all’impianto di biomasse imposto all’imprenditore titolare dell’impianto stesso, ricevendo in cambio – a casa sua una busta con dentro dei soldi (cifra imprecisata tra i 5. 000 e i 10. 000 euro) – questa tangente. La Paron viene chiamata in causa nel ruolo che aveva nel 2016 (sindaco ed assessore al bilancio di Vigarano) e sulla sua posizione il giudice Giacomelli dovrà decidere se accogliere la richiesta di processo della procura – il pm Ciro Alberto Savino – dopo una lunga indagine per il fatto accaduto oltre 5 anni fa. A condividere le accuse di corruzione della Paron, è l’imprenditore che le avrebbe dato la busta con soldi, Parid Cara. Mentre una terza persona, Lorenza Benati, moglie dell’imprenditore è accusata di favoreggiamento verso il marito per aver detto il falso durante indagini e interrogatorio (tra febbraio e settembre 2020) alla guardia di finanza che indagava. Su un fatto per cui le stesse difese chiedono venga fatta chiarezza, che è tutto da dimostrare poiché senza riscontri diretti se non che ad accusare la Paron sarebbe il suo ex compagno (testimone dello scambio), con cui tra l’altro sono in corso contrasti giudiziari visto che l’uomo è a processo proprio per stalking sulla Paron. «Siamo fiduciosi nell’esito della giustizia e certi della estraneità ed innocenza della Paron che ha sempre agito per il bene comune che ha sempre rappresentato con impegno e dedizione: ribadiamo la sua estraneità alle accuse contestate, gravemente offensive della sua storia personale e politica», spiegava il difensore Denis Lovison. Il fatto, dicevamo ruota attorno alla strada che conduce all’impianto di biomasse di cui è titolare Parid Cara a Vigarano.

Ieri la transazione

Per avere autorizzazione all’esercizio dell’impianto, Cara aveva accettato la condizione del Comune di Vigarano dell’onere di manutenzione e riparazione della strada: dovendo ripararla ( 90mila euro, quelli al centro della rifusione in corso al Comune, vedi a fianco), la Paron – secondo l’accusa - ne fece slittare l’esecuzione, nonostante fossero in corso cedimenti della strada dovuti proprio al passaggio dei suoi mezzi verso l’impianto di biomasse per scaricare il “combustibile”. Da qui quella busta in cambio del favore, tesi della procura che sarebbe riscontrata anche da altri elementi d’accusa: lo stesso imprenditore avrebbe ammesso di aver dato soldi nella busta, che la Paron non accettò, dicendogli di versarli come contributo elettorale al Pd. Il processo è tutto qui.

Daniele Predieri

© RIPRODUZIONE RISERVATA