Comacchio. La piroga romana torna a Ravenna: il sì di Franceschini

Ritrovata nel 1998, è stata restaurata nella città lagunare. Il sindaco De Pascale: 2,5 milioni per la sua valorizzazione

COMACCHIO. Era stata trovata a Ravenna nel lontano 1998, accanto al Mausoleo di Teodorico, portata a Comacchio per il restauro e successivamente trasferita, nel marzo del 2017, dalla Manifattura dei Marinati al Museo Delta Antico appena inaugurato. Ma adesso la piroga romana, o “nave di Teodorico”, tornerà a Ravenna.

Ad annunciarlo è il sindaco di Ravenna, Michele De Pascale: «Ho ricevuto questa mattina una telefonata importantissima dal ministro della cultura, Dario Franceschini il quale mi ha informato che il Governo ha stanziato due milioni e mezzo di euro nell’ambito dell’Accordo di valorizzazione che ha come fulcro l’area di Classe, per questo lo ringrazio di cuore».


Il finanziamento comprende un intervento di riqualificazione della Basilica di Sant’Apollinare in Classe, con il rifacimento di tutti gli infissi e la realizzazione di un nuovo impianto di illuminazione nell’area di accesso alla basilica, e la valorizzazione della cosiddetta nave di Teodorico, «un progetto – prosegue il primo cittadino ravennate – che era nel nostro cuore e nelle nostre speranze da diverso tempo e per quale ci siamo sempre impegnati molto nel ricercare i fondi necessari».

L’imbarcazione rappresenta un reperto archeologico straordinario risalente all’epoca di Odoacre (435-495), fu ritrovata nel 1998 a circa otto metri di profondità in occasione degli scavi per la realizzazione del parco Teodorico.

Ora è appunto custodita al Museo Delta Antico di Comacchio e la notizia dello spostamento non farà certo piacere ai comacchiesi, a differenza di Ravenna... «Grazie a queste risorse riporteremo la nave a Ravenna – conclude De Pascale – il suo allestimento è previsto nell’ambito del museo Classis, il quale vedrà per l’occasione anche il completamento con le ultime due sezioni che ospiteranno tra le altre cose anche la Domus del Triclinio, rinvenuta negli scavi della banca Popolare, i mosaici di San Severo e mosaici non ancora musealizzati dello scavo della Domus dei Tappeti di pietra».

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