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Ferrara. Nessun abuso in carcere: agenti penitenziari assolti

Le accuse avanzate da due detenuti sono cadute con formula piena. La difesa: «Una vicenda devastante per chi è un servitore dello Stato»

FERRARA. Sono cadute tutte, con formula piena, le accuse nei confronti dell’ispettore Roberto Tronca e del sovrintendente Geremia Casullo, gli agenti di polizia penitenziaria finiti a processo per violenza privata, abuso di autorità contro i detenuti, danneggiamento, resistenza e per aver istigato alcuni detenuti a danneggiare le celle e a opporre resistenza ad altri poliziotti.

Ieri (giovedì 23 settembre) il tribunale li ha assolti per non aver commesso il fatto (violenza privata, resistenza, danneggiamento, abuso), perché il fatto non sussiste (abuso, per un episodio contestato al solo Tronca) e nel caso dell’istigazione, perché il reato non è previsto dalla legge.


Le accuse

Le indagini erano state innescate dalla denuncia di due detenuti riguardo a fatti che sarebbero avvenuti tra il 2016 e il 2017. In particolare i due poliziotti penitenziari erano accusati di aver incitato i detenuti a danneggiare le celle, per essere trasferiti, di aver picchiato i detenuti che si rifiutavano di diventare i loro informatori e di aver istigato un detenuto a opporre resistenza nei confronti di cinque agenti penitenziari durante un trasferimento dalla Casa circondariale di Ferrara a quella di Bologna. Reati aggravati, si legge nel capo di imputazione, anche dall’odio razziale.

I due imputati, difesi entrambi dall’avvocato Denis Lovison, hanno sempre respinto in modo categorico tutti gli addebiti, avanzati da parte di detenuti, come sostenuto dalla difesa, fuori controllo e poco credibili. Nel corso del dibattimento uno dei detenuti aveva detto di temere possibili ritorsioni in carcere da parte degli agenti, per aver sporto denuncia. Per contro la difesa aveva depositato una corposa relazione sui numerosi trasferimenti dello stesso detenuto in vari carceri italiane a causa dei problemi che aveva creato.

Anche i vertici del carcere sono stati chiamati a testimoniare e alla fine il tribunale ha accolto la tesi difensiva assolvendo gli agenti con formula piena.

La difesa

«Una sentenza importante, e un epilogo soddisfacente – commenta Lovison – Per chi, come i miei assistiti, lavora per lo Stato, per la sua amministrazione, l’accusa di aver tradito i valori della Repubblica a cui hanno giurato fedeltà sono devastanti dal punto di vista umano e professionale. Questa sentenza restituisce loro la piena dignità».

L’ispettore Tronca è stato trasferito a Bologna, mentre nel frattempo il sovrintendente Casullo è andato in pensione. Quest’ultimo tra l’altro è imputato nel processo per tortura che si sta celebrando a Ferrara, a seguito della denuncia di un detenuto, ora trasferito a Reggio Emilia.

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