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Ferrara, fino a un anno per la visita dermatologica. E una colonscopia può costare 550 euro

I costi per chi sceglie la libera professione non sono sempre sostenibili. Tempi d’attesa critici per personale, concorsi e Covid

FERRARA. La visita dermatologica? Prenotabile ad Argenta per maggio 2022 o a Cona fra un anno esatto. E la colonscopia? Disponibile all’ospedale del Delta per giugno dell’anno prossimo. Tempi molto lunghi che l’utenza sanitaria fatica ad accettare, perché – è il commento generale – se il male si manifesta oggi (sintomo o malattia che sia) rimandare l’appuntamento con lo specialista di 8-10-12 mesi non è certo la scelta più sicura e inoltre protrae eccessivamente un disagio o malessere che si vorrebbe far cessare velocemente.

Le carenze di specialisti o di personale infermieristico, l’esigenza di rispettare i tempi tecnici richiesti da concorsi o bandi per le assunzioni oltre alla maggiore richiesta di operatori per l’assistenza riservata ai pazienti contagiati e la dilatazione dei tempi imposti da sanificazioni e misure di prevenzione hanno prodotto un rallentamento nelle prestazioni ambulatoriali che una parte dell’utenza tenta di by-passare rivolgendosi alla libera professione. Con costi non sempre sostenibili se per una colonscopia si può arrivare a spendere da 250 -350 (Asl) a 550 euro. La carenza di personale specializzato, una delle grandi emergenze della sanità che rischia di cronicizzarsi, ha allungato molto i tempi delle prenotazioni in Dermatologia e in Gastroenterologia.

«Questa settimana le cose stanno andando meglio rispetto a quella precedente per la visita dermatologica – commenta il responsabile Asl delle liste d’attesa, Mirco Santini – ma per migliorare in modo stabile la capacità di rispettare i tempi standard (30 giorni per le visite, 60 per la diagnostica, scrive la Regione, ndr) dovremo attendere l’esito del concorso. Al momento ci troviamo nella fase della presentazione delle candidature». Come per altre specialità, quando le prestazioni perdono il passo si ricorre al pacchetto di ore aggiuntive richieste ad altri professionisti in servizio (e ben pagate), ai bandi di potenziamento temporaneo del personale, all’allungamento degli orari riservati all’attività ambulatoriale.


Per la colonscopia, esame che ultimamente al Cup è stato prenotato anche a otto mesi, Santini annuncia una riduzione dei tempi di esecuzione (a 45 minuti per la colonscopia e a 30 per la gastroscopia) che si erano dilatati a causa del Covid. La disciplina sconta una carenza cronica di specialisti e di infermieri già formati. Un altro intervento in cantiere sarà il prolungamento degli orari di attività degli ambulatori (fino a 12 ore).

Criticità si riscontrano per la visita di Chirurgia vascolare (solo il 50% delle prenotazioni rispetta lo standard) e per la visita pneumologica, che sta scontando un aggravio di carico per i professionisti a causa della pandemia (che colpisce principalmente i polmoni). In questo caso, precisa Santini, il sistema deve fare i conti anche con problemi di dimissioni, cioè di accoglienza da parte del territorio per i casi non più acuti. «Stiamo lavorando per potenziare i servizi nell’ambito extraospedaliero», aggiunge il dirigente. E i tempi sono lunghi, in quanto insiste nello stesso ambito, anche per la spirometria. L’elettromiografia può contare solo su due tecnici di neurofisiologia ma - annuncia Santini - stiamo programmando l’ingresso di un altro operatore che però richiede un periodo di formazione.

Le difficoltà a prenotare in tempi accettabili un ecocolordoppler sono state temporanee, probabilmente dovute ad una settimana di riorganizzazione delle agende per efficientarle e riempire i posti vacanti anticipando appuntamenti. Deve attendere i tempi canonici del concorso pubblico, invece, l’obiettivo di comprimere i tempi per l’accesso ad una visita fisiatrica.

Gi.Ca.

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