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Malata e in carrozzina, l’Asp di Ferrara non può portarle i pasti a casa

La vicenda di un’anziana che si è rivolta ai servizi sociali: senza Isee portato dai figli i servizi sociali sono bloccati. L’appello di un’amica: aiutatela

FERRARA. Un’anziana signora con problemi di salute che i quattro figli, per problemi vari, non riescono ad aiutare nemmeno per poter ottenere dai servizi sociali il minimo sostegno quale il pasto a casa. «Bisogna fare qualcosa per lei» è l’appello di un’amica, che l’ha conosciuta da poco e si fa portavoce delle sue difficoltà. Ecco la storia che si svolge in città.

«Ero alla fermata dell’autobus quando ho visto una donna anziana procedere con molta difficoltà – è il racconto dell’amica – ansimava per la fatica trascinandosi dietro due sporte della spesa. Le ho chiesto se voleva aiuto e lei ha accettato ben volentieri. Così le ho portato la spesa fino alla porta della sua abitazione al terzo piano di un edificio senza ascensore. Sottolineo questo non tanto per me quanto per lei che è costretta a fare le scale ogni volta che esce e ritorna a casa». Il primo incontro si è concluso così. Dopo qualche settimana «la rivedo però questa volta in carrozzina e le chiedo cosa sia accaduto. Mi risponde che è peggiorata e non riesce più a fare la strada per comperare il necessario mentre la carrozzina le dà un po’ di sollievo, ma poi per tornare a casa deve affrontare ancora i tre piani di scale trascinandosi dietro spesa e gambe - continua il suo racconto - Intanto che le davo nuovamente una mano la signora ha iniziato a raccontarmi la sua situazione: ha un figlio che lavora lontano che se fosse qui si occuperebbe di lei ed altri tre invece assenti». La donna a questo punto decide di passare all’azione, «mi rivolgo all’assistente sociale perché faccia qualcosa, ma la risposta è disarmante: conosco la signora, so come è messa ma se i figli non mi portano l’Isee, non posso intervenire. Ho già fatto molto mandandole a casa una donna per le pulizie ma per i pasti giornalieri o per inoltrare la domanda per cambiare alloggio con uno al piano terra ci vuole questa documentazione che nessuno mi porta».


A questo punto la signora ha pensato di lanciare un appello pubblico sul giornale, sperando che «qualcosa si muova», magari sul fronte dell’elasticità dell’azienda pubblica. La persona che sta dimostrando questa buona dose di altruismo ha avuto a sua volta una vita molto difficile, prima come figlia e poi come madre, e forse per questo comprende il disagio che la sua nuova amica sta vivendo, «non riesco a veder soffrire gli altri senza intervenire».

Margherita Goberti

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