Il cinema vede la svolta

Dopo lunghe chiusure e bilanci in rosso inizia la fase decisiva per uscire dalla crisi

FERRARA. Questo 2021 è davvero l’anno zero per il cinema. Tra chiusure e riaperture in condizioni disagiate, tutti il settore ha ricevuto una batosta incredibile solo a pensarci ed ora si tenta faticosamente la risalita.
La situazione a Ferrara rispecchia un quadro nazionale che registra cifre da profondo rosso, con il raffronto rispetto al 2020 che è addirittura negativo in quanto risente dei due primi mesi gennaio febbraio dove lo scorso anno anche per l’effetto “Tolo Tolo” con Checco Zalone si erano registrati buoni incassi, con il miglior bimestre del decennio.
La riaperture a singhiozzo delle sale cinematografiche quest’anno dopo il prolungato periodo di chiusure per le questioni di tutela sanitaria, non hanno dato al momento gli effetti sperati, ma i gestori confidano in questi ultimi mesi dell’anno per assestare la definitiva ripresa. C’è da segnalare un devastante -75% di presenze del 2020 sul 2019 e un consistente -39% dei primi due quadrimestri di quest’anno rispetto a un già fortemente penalizzato 2020.

Autunno caldo
Sarà un autunno davvero decisivo questo che è appena iniziato per le sorti del cinema, si è alla ricerca di un progressivo ritorno alla normalità e per far questo c’è bisogno di più fattori per parlare di effettiva ripresa.
Le problematiche
In primo luogo a condizionare i dati di questi mesi della ripartenza ci sono stati due effetti negativi che hanno rallentato l’afflusso del pubblico nella sale. In primo luogo la bella stagione da sempre “nemica” delle presenze copiose del pubblico nelle sale cinematografiche al chiuso. Specie in mesi dove si è stati costretti a rimanere tra le mure domestiche, la stragrande maggioranza delle persone ha preferito trascorrere il tempo libero all’aria aperta con i favori del bel tempo. Per questo già con l’arrivo dei primi freddi e delle piogge, il “rifugio” cinema può prende quota rispetto alla gita fuori porta.
L’altro aspetto che ha rallentato l’afflusso in sala da agosto è stata l’introduzione obbligatoria del green pass per garantire maggiore sicurezza sanitaria nei locali pubblici al chiuso. Dati alla mano, secondo gli esercenti, questo fattore ha diminuito l’afflusso in sala nelle prime settimane. La fascia assente all’appello è stata soprattutto quello dei teenager e quella degli anziani. I primi, probabilmente, per una questione di green pass non ancora maturato, i secondi per ancora qualche timore maggiore nel contagio, appartenendo alla categoria che si è dimostrata anagraficamente più a rischio. A questo proposito tiene banco il dibattito in sede ministeriale se ampliare la capienza nelle sale dello spettacolo al 100%.
falso problema
Stando così le cose però, al momento, il dibattito intorno alla capienza in sala al 75% o al 100% resta in queste settimane effettivamente un falso problema. Ci sarebbe infatti da festeggiare se le sale cinematografiche fossero riempite “solo” per tre quanti. Il 75% di affluenza ben difficilmente viene raggiunto anche in questo periodo dove in cartellone sono apparsi già i primi film di richiamo della nuova stagione. Il ritorno al 100% in sala sarebbe utile unicamente come fattore psicologico, un segnale di lento e progressivo ritorno alla normalità, ma raggiungere il 75% di affluenza molti gestori ci farebbero la firma anche nelle settimane di Natale. L’importante resta il fattore di dare continuità all’apertura, confidando in una situazione emergenziale sotto controllo.
Il prodotto
Mai come ora la ricetta per far affluire il pubblico nelle sale resta quella della qualità dei film e dei prodotti di richiamo. Già dai primi riscontri, come conferma Erik Protti, gestore dell’Apollo a Ferrara e dei Cinepark a Cento e a Comacchio, alcuni film di settembre stanno andando discretamente bene, è il caso di “Dune” e dell’ultimo film di Nanni Moretti “Tre piani”, oltre a qualche reduce da Venezia e da Cannes. Da questa settimana sul schermi arrivano film attesi e che possono iniziare a risollevare le sorti di una stagione mai come in questa fase difficile. Da 007 a Titane sono in rampa di lancia film che erano in cartellone addirittura nella primavera 2020 ma sono poi stati ripetutamente rinviati a causa delle chiusure per covid, altri attesi per la loro qualità in una stagione che si appresta a diventare di vera ripresa. Ricordiamo che lo scorso anno le sale furono chiuse per l’emergenza sanitarie il 25 ottobre e per la prima volta nella storia non vennero proiettati film nel periodo natalizio, nemmeno nel periodo bellico nei drammatici anni Quaranta del secolo scorso avvennero queste drastiche chiusure delle sale.
In cerca di fiducia
Nel frattempo la concorrenza dei film distribuiti in internet in piattaforma, complice anche la pandemia si è rafforzata, ma il cinema può contare sulla sua arma più prestigiosa che è quella del grande schermo e della visione collettiva. Già nel periodo estivo, pur non raggiungendo i risultati delle stagioni normali, le arene serali hanno garantito quel ruolo culturale di socialità che il cinema si è conquistato in tanti decenni. A Ferrara, città che vanta una grande tradizione cinematografica e un discreto pubblico di cinefili, la settima arte tenta il rilancio in una stagione decisiva per il futuro delle sale.
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