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L’ultimo saluto a mister Bratti signore del calcio estense

Folla al “Perpetuo Soccorso” per l’addio all’amatissimo allenatore di calcio  Don Faggioli: «Gli avete voluto bene, ma certe cose diciamocele anche da vivi»

FERRARA. Un addio intriso di dolore, con tanti giovani e giovanissimi presenti. Un dolore che si poteva leggere sui volti e percepire già all’arrivo sul sagrato della chiesa del Perpetuo Soccorso, nel popoloso quartiere Borgo Punta. Qui, ieri mattina, si sono dati appuntamento in tanti per porgere l’estremo saluto a Simone Bratti, l’insegnante di 47 anni scomparso improvvisamente nella sua casa mercoledì scorso, stroncato (come indicherebbero indiscrezioni delle ultime ore) da una crisi cardiaca. Bratti, che da tempo soffriva di problemi al cuore, non ha retto a questo ultimo attacco. Ma nonostante le cure che aveva dovuto affrontare, nessuno immaginava una tragedia così imminente.

Commosso addio a Ferrara per l'insegnante Simone Bratti



Molto amato

Lo conoscevano in tanti Simone Bratti, come poi ha ricordato il parroco del Perpetuo Soccorso, don Lino Faggioli, che con una omelia per nulla convenzionale ma piena di sentimenti ha officiato la cerimonia funebre. Simone Bratti era molto conosciuto nell’ambito dello sport ferrarese, in particolare nel mondo del calcio. Era non soltanto un insegnante ma un apprezzato allenatore di calcio, passione che aveva ereditato da uno dei volti storici del pallone estense, il papà, quel Giorgio Bratti che nella società Porta Mare (altra istituzione del calcio cittadino) era stato a sua volta uno dei fondatori e poi dei più influenti dirigenti, prima della sua morte sopraggiunta nel gennaio 2018. Il figlio Simone era docente in una scuola media e alla professione alternava la grande passione della vita, il calcio. Allenare i piccoli del Porta Mare era per lui qualcosa di semplicemente irrinunciabile. Tante famiglie, di Ferrara e non soltanto, lo hanno conosciuto, e la consistente rappresentanza che ieri ha riempito gli spazi, fuori e dentro la chiesa, sta a testimoniare in quanti gli hanno voluto bene. «La vita ci riserva anche dure prove da affrontare – ha detto don Faggioli nella sua toccante omelia, dentro una chiesa che non ha potuto contenere più di una settantina di persone sempre causa Covid – ma oggi (ieri per chi legge, ndr) un minimo sollievo ai familiari e agli amici viene dal grande conforto portato proprio da coloro che sono fuori dalla chiesa. Sono tutte persone – ha aggiunto don Faggioli – che hanno voluto bene a Simone. Sarebbe molto bello – ha concluso il parroco – che certe cose ce le dicessimo anche in vita. Perché non dirsi che siamo importanti l’uno per l’altra? perché non dirci che ci stimiamo, o che ci vogliamo bene?».