Jolanda, ancora irrisolto il nodo colonie feline. «Sempre in attesa di quell’unica firma»

Altro appello della volontaria Anderlini: chiedo solo l’aggiornamento di un documento 

JOLANDA DI SAVOIA. «I mesi passano ma non accade nulla. Intanto, le mie condizioni di salute si aggravano e ancora di recente sono stata aggredita all’interno di un’azienda agricola dov’ero andata a recuperare un gatto abbandonato». È arrabbiata Chiara Anderlini, la 44enne residente a Jolanda di Savoia colpita da un carcinoma non operabile. Ormai da oltre 11 anni (ossia dall’anno successivo il suo trasferimento nel territorio comunale jolandino), la donna si occupa di gestire - da sola - quattro colonie feline nella zona di via Albersano nella frazione Le Contane. E una di queste si trova nell’abitazione della 44enne. L’episodio di cui parla all’inizio è avvenuto in un’azienda, dove la donna era andata a recuperare un randagio.

Di questa vicenda avevamo già raccontato il disagio della donna lo scorso luglio, raccogliendo il suo accorato appello: «Gestisco da sola queste colonie feline - ci aveva detto -, spendendo di fatto tutti i soldi che percepisco con la pensione d’invalidità. Personalmente non ricevo alcun tipo di aiuto, né cibo tantomeno farmaci, nonostante le colonie siano quattro e in certi momenti sia arrivata ad avere fino a 70 gatti da accudire. Arrivando, ripeto, a non avere soldi per me».


MANCA UNA FIRMA

Il problema di Anderlini è semplice: il 15 giugno del 2017 il Comune di Jolanda aveva firmato un procedimento con cui si attestava che la donna era referente per le quattro colonie feline, già censite nell’ambito dell’apposito progetto “Felix” dell’Unione Terre e Fiumi. «Continuo a contattare il Comune di Jolanda, sono andata anche di persona - ci racconta la 44enne -, ma continuo a non trovare persone, cioé agli sportelli c’è nessuno, al di là di poter ricevere una risposta».

Come già sottolineato nel precedente appello, Anderlini chiede semplicemente che tale documento venga aggiornato, in primis per permettermi di poter entrare in una proprietà privata per recuperare un gatto randagio, ma anche per lasciare a qualcun altro l’incombenza della gestione di questi gatti qualora dovessi mancare...». Ovviamente, meglio neppure pensare a quest’ultima ipotesi, ma è purtroppo una eventualità da tenere in considerazione. «Non capisco davvero dove stia il problema - conclude la 44enne -, ho contatti regolari con Enpa e Lav e comunque stiamo parlando di colonie feline comunali, vanno solo riconosciute come è sempre accaduto in passato».

D.B.

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