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Porto Garibaldi, vongole nel portocanale: Comacchio e Goro insieme

Quella di ieri è una data storica: compromesso raggiunto, adesso si parte. Il biologo in barca per analizzare il seme e dare l’eventuale via libera alla raccolta

PORTO GARIBALDI. Quella di ieri è una data particolarmente importante per Comacchio, Goro e in generale per gli allevatori di vongole che fanno capo al Consorzio unico. Alcuni rappresentanti delle diverse cooperative, accompagnati dal biologo Edoardo Turolla, si sono messi al lavoro delle acque interne del canale navigabile portocanale per raccogliere i primi campioni di seme di vongole e dare così il via, se le condizioni lo permettono, alla raccolta.

IL SODALIZIO


In barca Antonio Cavallari della cooperativa Logonovo di Porto Garibaldi, Devid Pozzati del Consorzio Trepponti e Fausto Gianella della cooperativa La Vela. «È un momento epocale – dice Gianella –. Goro e Comacchio insieme iniziano una nuova avventura. Non è stato facile, ognuno di noi ha messo da parte riserve e preoccupazioni, ma anche problematiche radicate negli anni. Lo abbiamo fatto perché siamo tutti padri, anche di figli non nostri e questo posto va tutelato per le nuove generazioni».

Nello scorso mese di agosto gli scontri tra allevatori sono stati molto pesanti. La regione, ente che gestisce le concessioni in Sacca e in mare, aveva dato finalmente il via libera per la coltivazioni del seme anche nel portocanale e, come da accordi, anche sul molo di Porto Garibaldi è stato attivato il servizio di guardiania, mandando su tutte le furie coloro che, non essendo mai riusciti ad ottenere il loro “pezzo” di mare per iniziare l’attività, praticavano una sorta di pesca abusiva legalizzata. Ed è anche per questo, per evitare che il seme venisse venduto sul mercato nero, che alla fine l’accordo è stato raggiunto. Non sarà una convivenza facile, non lo è mai stata.

IL FUTURO

Vedere sulla stessa barca, e non solo nel senso letterale del termine, tre “pezzi grossi” è una segnale forte e chiaro, che più o meno tutti devono intendere.

«Al momento stiamo prelevando dei campioni di novellame che verrà analizzato e studiato – spiega il biologo Turolla –. Abbiamo qui una risorsa importante, ma dobbiamo capire bene come procedere». «Ringraziamo in primo luogo la Capitaneria di porto e in particolar modo la comandate Federica Forte, perché ha saputo ascoltarci – sottolineano gli allevatori –. Il percorso è stato lungo, difficile condiviso. Sappiamo che non sarà semplice gestire il tutto ma chi ci conosce sa che a noi le sfide sono sempre piaciute. E più sono difficili, più sono in salita più diventano per noi motivo per andare avanti. Da oggi abbiamo una cosa in più, che permetterà al comparto di crescere e di svilupparsi in maniera nuova». E adesso non resta che aspettare il responso di Turolla, per iniziare a raccogliere anche il nuovo seme.

Annarita Bova

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