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Comacchio, scavi archeologici: trovati anche resti umani

I reperti venuti alla luce nell’ex complesso di Sant’Agostino in piazza Roma. Le ossa sono state portate al museo del Delta antico per essere analizzate

COMACCHIO. Resti umani sono venuti alla luce, due giorni fa, nel corso degli scavi archeologici che stanno interessando l’area occupata dai ruderi dell’ex complesso di Sant’Agostino in piazza Roma, oggetto di un corposo progetto di recupero. Preliminarmente agli interventi di riqualificazione di quello che nel VII secolo fu un monastero, per poi nel secoli subire trasformazioni continue, il Comune lagunare ha commissionato una serie di verifiche archeologiche.

IL SITO


«Gli scavi di ricerca – conferma la funzionaria Sara Campagnari della Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara –, sono stati autorizzati da noi e la titolarità della direzione scientifica è in capo al professor Sauro Gelichi dell’Università Cà Foscari di Venezia». I reperti, ossa umane, affiorati durante gli scavi tuttora in corso, saranno custoditi in un apposito locale del Museo Delta Antico ed oggetto di approfondite analisi, da parte dell’equipe di archeologi incaricata. Eventuali ulteriori oggetti che dovessero venire alla luce (monete, scritti, elementi funerari) potrebbero agevolare gli studi, volti ad attribuire una datazione ai reperti rinvenuti.

La scoperta è di indubbio interesse storico per il territorio lagunare e si colloca ad una settimana dalla presentazione del volume “Un emporio e la sua cattedrale”, tenuta dall’autore, Sauro Gelichi. Il libro racchiude la sintesi degli scavi condotti, tra il 2006 ed il 2009, dallo stesso archeologo a Comacchio, città riconosciuta come un importante snodo commerciale nell’Alto Medioevo, in competizione con Venezia sulle rotte dell’Adriatico e del Mediterraneo. Attorno ai resti umani rinvenuti figurano elementi che lasciano ipotizzare la presenza di antiche sepolture o, comunque, di un’area cimiteriale.

LA STORIA

Gli studi sui reperti potranno fornire risposte e restituire alla comunità lagunare un pezzo importante della propria storia. Da monastero, a convento, da lazzaretto, a caserma, sino a divenire tra l’inizio del Novecento e gli anni ’70 una scuola media, il complesso di Sant’Agostino è beneficiario di un finanziamento di 2milioni e 500mila euro, ottenuto nel 2018 dal Ministero della Cultura, finanziamento veicolato dal Fondo per lo sviluppo e la coesione-Piano operativo cultura e turismo 2014-2020. Il costo complessivo per il piano di recupero e di riqualificazione, che interessa non solo la facciata ed il campanile dell’ex monastero, ma anche il giardino ottocentesco circostante e piazza Roma nella sua complessità, si aggira sui 6 milioni di euro. Negli intenti dell’amministrazione Fabbri, che aveva approvato il progetto vi era la costruzione di un teatro-auditorium da 500 posti.

Katia Romagnoli

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