Contenuto riservato agli abbonati

Copparo, motociclista 56enne muore nello schianto

La vittima è Fabrizio Bolognesi, assistente scelto della polizia locale di Copparo. La tragedia nel Bolognese durante una gita

COPPARO. Il corpo della polizia locale Terre e Fiumi di Copparo è in lutto. Ieri in un incidente avvenuto a Lovoleto di Granarolo nell’Emilia, nel Bolognese, è morto Fabrizio Bolognesi, assistente scelto della “Locale”. Aveva 56 anni. Originario di Ferrara, da molto tempo era stato assegnato alla polizia locale di Copparo dove, oltre a lavorare, abitava e aveva i familiari. Lo schianto in cui ha perso la vita è avvenuto attorno alle 17.15.

LA DINAMICA


I carabinieri di Granarolo stanno cercando ancora di verificare ogni singolo dettaglio per capire l’esatta dinamica di questa tragedia. Secondo quanto appreso, Bolognesi faceva parte, ieri pomeriggio, di un folto gruppo di motociclisti che procedevano insieme sulla “Porrettana”.

Una gita tra amici, come tante altre che si erano succedute nel corso degli anni, per chi condivide la passione per la moto e per i paesaggi da visitare. Sta di fatto che all’altezza dell’abitato di Lovoleto, il 56enne avrebbe tamponato la moto che lo precedeva, cadendo a terra, e finendo sulla carreggiata opposta dove sopraggiungeva un’auto, che lo ha travolto e ucciso. Una coincidenza terribile che, purtroppo, non ha lasciato scampo al noto vigile urbano copparese. Il 118 è immediatamente intervenuto con ambulanza e auto-medica ma purtroppo, nonostante i ripetuti tentativi di rianimarlo, per Fabrizio Bolognesi non c’era già più nulla da fare. Dei rilievi si sono occupati i carabinieri di Granarolo.

STRAZIO DEI COLLEGHI

A dare ai colleghi la drammatica notizia sono stati i vertici dello stesso Corpo copparese, a loro volta informati dai carabinieri di Granarolo Emilia intervenuti per i rilievi di legge, che dovranno accertare eventuali responsabilità. Bolognesi, agente di polizia locale di notevole esperienza, era particolarmente conosciuto, non soltanto a Copparo, e non solo per il suo più che ultra-decennale impegno professionale sia come amministrativo che come operativo sulle strade. Prima di indossare la divisa da vigile urbano aveva lavorato sempre al servizio del municipio, in qualità di messo.

La vicenda personale di Bolognesi è per molti versi legata a doppio filo con il suo impegno nel sociale e con la solidarietà che ha sempre dimostrato nei confronti del prossimo. E ha anche ricevuto. Anche per questo la notizia della sua morte, tragicamente piombata su Copparo, ha immediatamente destato sgomento e incredulità oltre ad un dolore diffuso tra le persone, tante, che lo conoscevano e che avevano avuto modo di apprezzarne le doti umane e professionali. Il 56enne era infatti un personaggio “di compagnia”. Molti colleghi non in servizio, una volta appresa la tragica notizia, ieri in serata hanno raggiunto Copparo per avere informazioni su quanto accaduto.

IL DRAMMA DELLA FIGLIA

Nel passato di Bolognesi c’era stato un dramma familiare, che da lì in poi segnò per sempre la sua esistenza. Assieme alla moglie Marina, da cui si era recentemente separato, aveva avuto una figlia, Zoe, morta nel maggio 2010 a causa di una malattia rara, una forma di tumore cerebrale. Il suo cuore smise di battere quando aveva appena sei anni.

Prima di quel giorno terribile c’erano stati mesi durissimi, vissuti nella speranza di poterla salvare. Papà Fabrizio sempre in prima fila e anche per questo aveva raccolto la solidarietà di tantissime persone. Zoe fu ricoverata a Bologna, poi venne indirizzata all’Istituto nazionale tumori di Milano: per 7-8 mesi la famiglia si trasferì per starle accanto. Ma purtroppo fu tutto inutile. Bolognesi, che ha un altro figlio di 25 anni, negli ultimi tempi viveva da solo a Copparo, dove tuttora abitano anche la madre e un fratello. «La notizia della sua morte – ha dichiarato il sindaco Fabrizio Pagnoni –, ha lasciato attoniti tutti noi e ci ha precipitati in un grande cordoglio. È una perdita molto dolorosa per Copparo e per il Corpo: non ci sono davvero parole per questa tragica circostanza. Ci stringiamo alla famiglia di Fabrizio e siamo vicini ai suoi colleghi».

© RIPRODUZIONE RISERVATA