Problemi a Francolino, sono in calo i servizi

Si aspetta ancora l’arrivo dell’autobus numero 7. Sempre meno negozi e manca un punto di aggregazione

FERRARA. Francolino si trova a pochissimi chilometri da Ferrara ma non è servito da una linea di bus urbani. Gli abitanti chiedono da tantissimo tempo l’estensione della linea 7 che oggi ha il capolinea a Malborghetto.

Collegare anche il paese con Pontelagoscuro e quindi con la città servirebbe, secondo molti, a rendere più fruibile un’ampia gamma di servizi, soprattutto per le fasce di popolazione più anziana. Vengono chieste rassicurazioni e tempi certi circa la realizzazione del progetto. Non è solo questo l’unico problema che attanaglia questa comunità. In tema di servizi si lamenta l’assenza di un punto anagrafico che potrebbe servire anche le frazioni di Pescara, Sabbioni e Fossadalbero. Non per questo meno importante è la necessità di una pianificazione della viabilità, una riqualificazione delle strade e dei marciapiedi e un’attenzione maggiore al verde pubblico.


In particolare ci si riferisce al taglio di alberi centenari che non sono più stati rimpiazzati ma in altre zone sino state piantumate nuove alberature. Occorre prevedere aree di parcheggio e disciplinare la circolazione di strade quali via Fratelli Patracchini, strada intensamente popolata, che vede veicoli transitare a velocità non proprio contenuta e dove in passato, di notte, si tenevano anche competizioni illegali di velocità. Bisogna ripensare l’arredo urbano di Piazza Fetonte, soprattutto nei pressi dell’ufficio postale disponendo sedute e ripari per i cittadini. In paese non esiste un luogo pubblico in cui riunirsi, tenere manifestazioni, fare feste, in cui manifestare l’identità della frazione. «Sarebbe opportuno - dicono in pese - istituire una biblioteca con annessa ludoteca per offrire un’alternativa ai bar ed evitare agli adolescenti che scorrazzano su e giù per le strade a bordo di ciclomotori rumorosi. Il luogo ideale sarebbe l’ex cinema, tra l’altro già offerto in dono al Comune ma per metterlo a norma servirebbero alcune centinaia di migliaia di euro».

L’area a nord, un tempo densa di attività commerciali, ora è deserta. Mancano tabaccheria ed edicola, negozi di frutta e verdura, panificio. Considerata l’abitudine di molti di acquistare prodotti agricoli locali dal contadino, perché non istituire un punto vendita, direttamente gestito dalle associazioni di categoria che raccolga la produzione delle aziende e la vendita al pubblico a prezzi calmierati?

Il centro storico versa in condizioni critiche. Emergenze architettoniche, quale Palazzo Scutellari, che presenta una facciata di mille colori diversi, i proservizi e costruzioni varie più o meno legali sparsi nei cortili sono una consuetudine. Altri palazzi, quali Villa Costabili sono ridotti a ruderi. Esiste la traccia di una pieve bizantina in Via Pianelle, che andrebbe indagata. Il fatto è che molti di questi edifici sono di proprietà privata. L’area dell’antico porto che dava un senso al paese, non esiste più, se non nel ricordo degli anziani. A questo si aggiunge un chiesa ancora inagibile dopo il sisma. Un paese che negli ultimi anni, pur aver aumentato il numero di abitanti, ha subito un calo complessivo di servizi.

Maurizio Barbieri

© RIPRODUZIONE RISERVATA