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Portomoaggiore a Bernardi, lacrime e gioia per una vittoria affatto scontata

Il centrosinistra resta al governo. Una beffa per Badolato, Cavedagna felice in piazza: «Adesso lavoriamo insieme»

PORTOMAGGIORE. Dario Bernardi è il nuovo sindaco di Portomaggiore. Una vittoria, la sua, per niente scontata considerata la schiera di partiti e simboli del centrodestra unito di Roberto Badolato. Quella di Portomaggiore è stata una bella campagna elettorale, con toni pacati e tanti giovani che si sono messi in gioco. Bernardi con Energie per Porto ha portato a casa 1.622 voti, mentre Badolato si è fermato a 1.515. Uno scarto da batticuore, che ha lasciato dubbi sino alla fine, quando mancavano ancora i dati del centro dove Badolato sarebbe andato più forte.

L'ATTESA


A metà pomeriggio nella sede del centrodestra in via Garibaldi si respirava euforia e per un attimo qualcuno ha anche pensato di poter vincere. Al centro Olmo, invece, chi da anni mangia pane e politica e ben conosce l’abbaglio dei primi numeri, ha preferito restare in silenzio, tra un bicchiere di vino e una fetta di salame. Il sindaco uscente Nicola Minarelli non si è mosso dalla sede finché non è arrivata la certezza matematica. Poi la gioia, incontenibile, vera. I “ragazzi” sapientemente guidati da Marcella Zappaterra hanno finalmente potuto brindare e il nuovo sindaco si è scelto in lunghi abbracci, continuando a sfregare fino alla fine un prezioso corno rosso perché la scaramanzia non esiste, ma non si sa mai.

Bravo Bernardi, ma bravo anche Alessandro Vacchi, che ha saputo mettersi da parte quando i giochi erano ancora aperti, ed è diventato preziosa spalla. Quando il dato definitivo è stato finalmente caricato, un chiassoso corteo è partito per la piazza e si è fermato davanti al Comune. Ad attenderli, in via Garibaldi, Aurelio Pariali, il quale ha stretto la mano al nuovo primo cittadino. Badolato, al contrario, ha preferito tornare a casa così come Giovanni Tavassi (Rinascita Portuense) e Giuseppe Alesci (TraparEnte in Comune). Elisa Cavedagna (Centro Destra civico), comunque “regina” di queste elezioni, è invece arrivata in piazza, col sorriso stampato in faccia, forte di grandi e sperati numeri, che hanno alla fine confermato le ragioni di parte di della Lega nel volerla candidare. «Lavoreremo insieme – ha detto a Bernardi che le è andato incontro –. La mia sarà un’opposizione costruttiva perché prima di tutto deve venire Portomaggiore e i suoi cittadini».

LA FESTA

Occhi lucidi, faccia rossa e il commovente abbraccio con mamma e papà Bernardi, fieri ed orgogliosi di un figlio che a 46 anni ha certamente regalato tante soddisfazioni. Dalla laurea in ingegneria, al lavoro al Consorzio di Bonifica, fino ad arrivare alle decine di complimenti per la preparazione e l’educazione che sempre mostrato, in ogni situazione. Brindisi, applausi, cori. Non si cambia, si continua. «La nostra è una soddisfazione doppia – ha detto Zappaterra –. Primo perché Dario è sindaco. Secondo per il lavoro svolto dalla squadra, sempre unita e con davanti obiettivi ben precisi. Voglio dire bravo anche a Roberto Badolato, sempre coerente in questi anni. Qualcun altro della sua squadra molto meno», l’inevitabile frecciata ad Aurelio Pariali.

I NUMERI

I numeri non lasciano spazio a dubbi: con il 6, 65% Giuseppe Alesci non sarà in consiglio, così come Giovanni Tavassi fermo all’8,28%. Con il 26.97% prenderà invece due consiglieri Elisa Cavedagna (lei e il più votato Alex Baricordi), mentre Roberto Badolato con il 28, 06% ne porta a casa tre. La giunta? Forse c’è già. Alessandro Vacchi vicesindaco e poi in squadra Michela Bigoni, Francesca Molesini e forse, anche se tempo fa ha detto di voler restare ancora fuori, Andrea Baraldi. Il sindaco uscente Nicola Minarelli passa un testimone carico di soddisfazioni. Non sarà facile governare, non sarà facile amministrare in questi tempi così difficili. Ma è bello vedere, tanto da una parte quanto dall’altra, che la sana politica esiste ancora.

Annarita Bova

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