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Viveva qui a Ferrara ma non pagava le tasse: condannato lo stilista

Pena di 20 mesi per il designer di scarpe di fama mondiale. La difesa: subito in appello, lui paga le imposte in Svizzera

FERRARA. Si era innamorato di Ferrara, l’aveva eletta a suo “buen retiro”, con casa in zona San Giorgio, dove viveva saltuariamente, pur facendo affari in tutto il mondo: e vivendo qui in città, avrebbe dovuto pagare le tasse in Italia.

DA KENZO A BELLUCCI


Per questo motivo Walter Steiger, 79 anni, stilista di scarpe per grandi griffe (Nina Ricci, Sonia Valli, Maison Chloe, Calvin Klein, Claude Montana, Oscar de la renta, Kenzo, Karl Lagerfeld, e Victoria Beckham e dive (Lady Diana, Victoria Beckam, Kate Moss, Jane Birkin, Monica Bellucci), ieri è stato condannato dal giudice Alessandra Martinelli alla pena di 1 anno e 8 mesi. Perché, pur sostenendo che per i suoi affari commerciali tra Ginevra (dove ha la sede principale della sua azienda), Parigi e New York dove si trovano le affiliate, pagava le tasse in Svizzera (come le stesse autorità fiscali elvetiche hanno sempre confermato), invece procura e finanza lo accusavano di averle dovute pagare nel nostro paese. Era accusato infatti di “omessa dichiarazione dei redditi”, dal 2010 al 2015, per introiti di 5 milioni. E a fronte di questo, la sentenza di condanna del giudice Martinelli ha confermato anche il sequestro preventivo di 2 milioni di euro nei suoi confronti, come avevano fortemente voluto gli inquirenti che hanno indagato (pm Isabella Cavallari e Guardia di finanza). Dopo la sentenza, i suoi legali Paolo Scaglianti e Michael Tartari, annunciano il ricorso in appello, sia dal punto di vista tecnico che perché convinti della sua totale estraneità: «Siamo curiosi di leggere le motivazioni del giudice che è stato nel corso del processo un ottimo magistrato, disponibile e attenta per capire la verità di questa causa. Però francamente qualunque sarà la motivazione – tra 90 giorni – non crediamo sia giusta». «Sono convinto – aggiunge Scaglianti – mai come prima di oggi della completa innocenza di Steiger, cittadino svizzero anche per pagare le tasse là».

E ancora: «Posso dire che in realtà Steiger è un benefattore per aver fatto lavorare fabbriche nel Veneto, operai e famiglie: questa decisione non è bel segnale per imprenditori stranieri, perché ripeto abbiamo cercato di dimostrare, e lo faremo di novo in appello, che Steiger ha adempiuto a tutti i suoi doveri fiscali in Svizzera e per paradosso avrebbe dovuto pagare le tasse una seconda volta in Italia».

TUTTO IN BUONA FEDE

«Oggi? Spero che poiché ama Ferrara torni nella nostra città, dove tutti quelli che lo conoscono hanno sempre avuto parole positive: lui stesso non ritiene sia stato giusto, è sempre stato incredulo a fronte delle dichiarazioni delle autorità fiscali elvetiche e dei suo commercialisti svizzeri che avevano sempre garantito la assoluta correttezza degli obblighi fiscali. Credo che questo processo abbia messo in luce la sua totale buonafede: E anche per il sequestro penale deciso faremo ricorso in appello».

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