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Vigarano Mainarda, bimba cadde in palestra: a processo l’ex sindaca e due tecnici comunali

La 12enne precipitò da 4 metri, dal lucernaio che cedette. Ora tutti sotto accusa per non averlo messo in sicurezza  

VIGARANO MAINARDA. La piccola Emma precipitò sul pavimento della palestra dal lucernaio, che cedette da una altezza di 4 metri: aveva 12 anni, nel giugno di tre anni fa quando avvenne l’incidente. Allora, per fortuna, riportò fratture gravi e lesioni importanti, per una prognosi superiore ai 40 giorni.

LESIONI GRAVISSIME

Lesioni gravi, gravissime che sono diventate un processo contro chi avrebbe dovuto evitare che lei cadesse, da quel lucernaio del terrazzo della palestra comunale di Vigarano Mainarda, di via Pasolini, non messo in sicurezza.

Sono tre le persone ora a processo in tribunale: l’ex sindaca Barbara Paron, e i due tecnici comunali Federica Urselli e Stefano Dosi, capo ufficio tecnico e responsabile servizio prevenzione infortuni del Comune, chiamati a giudizio dal pm Andrea Maggioni. Ieri mattina, dopo le prime eccezioni, l’udienza è stata rinviata al 5 aprile prossimo per valutare se la parte civile possa essere risarcita e chiudere il suo ruolo nel processo (la famiglia della bimba è rappresentata dall’avvocato Silvia Fasolin). E dopo queste incombenze giudiziarie, il processo potrà partire al prossimo appuntamento in aula. Secondo i fatti registrati da procura e inquirenti dopo l’incidente del 7 giugno di tre anni fa, quel lucernaio che si trova sul terrazzo della palestra comunale sarebbe dovuto essere messo in sicurezza: da qui la colpa, dei tre accusati (assistiti dai legali Denis Lovison, Simone Bianchi e Alessandra Palma), in concorso, per il ruolo di vertici nell’amministrazione e gestione delle cose pubbliche, di non aver provveduto a ripararlo, impedendo che potesse accadere l’incidente.

UDIENZA IN APRILE

Che, ribadiamo, ha innescato la caduta per cui la bimba riportò diverse fratture grave al capo e maxillo-facciale che poi nel tempo hanno necessitato ricoveri lunghi e soprattutto interventi chirurgico. Alla prossima udienza del 5 aprile, dunque, dopo aver valutato l’eventuale risarcimento assicurativo per la famiglia della piccola, il processo entrerà nel vivo con gli addebiti e le contestazioni della procura davanti al giudice monocratico.

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