S. Maria Codifiume, denunciati dopo il picchetto. «Ma è un diritto di sciopero»

Procura e giudice archiviano le denunce della Op Kiwi Spreafico contro gli operai. Un anno fa lavoratori e Si Cobas bloccarono le merci. E il titolare usò un idrante 

SANTA MARIA CODIFIUME. Il “padrone” arrivò addirittura ad usare un idrante per disperdere i lavoratori che stavano picchettando l’ingresso dell’azienda, a S. Maria Codifiume, la coop agricola Op Kiwi del gruppo Spreafico, per impedire l’ingresso dei camion carichi di ortofrutta. Solo l’intervento della Polizia, della Digos, evitò questo (gli agenti svitarono le manichette dell’idrante) ma nonostante questo lo stesso rappresentante legale dell’azienda (Giovanni Casiraghi, negli atti) «continuò a istigare i manifestanti con i “i suoi comportamenti inopportuni”», riferisce la procura.

NOVEMBRE SCORSO


Furono due scioperi con scontri verbali, piccoli tafferugli e poco più, quelli del 9 e 24 novembre dello scorso anno, nel piazzale dell’azienda. Tanto che questi scioperi e comportamenti dei lavoratori che aderivano al picchetto con l’aiuto dei sindacalisti dei Si Cobas, furono denunciati dal titolare dell’azienda come violenti e da portare a processo. Ma non ci fu violenza, perché prima la procura (pm Lisa Busato) e poi il tribunale (gip Vartan Giacomelli) hanno smentito le denunce del titolare della Op Kiwi di Codifiume (che fa parte di un colosso dell’ortofrutta a livello nazionale), archiviando il procedimento penale per “violenza privata” aperto contro una decina di scioperanti di quei giorni, assistiti poi in tribunale dall’avvocato Marina Prosperi. Poiché i comportamenti degli scioperanti erano solo e soltanto manifestazione di un diritto di sciopero. A dire il vero gli scontri verbali e poco più – come pm Busato e giudice poi dalla lettura degli atti hanno affermato – avvennero tra il gruppo di lavoratori legato al sindacato Si. Cobas che partecipava al picchetto e gli altri lavoratori che non volevano aderire e con alcuni camionisti. Un solo caso, di scontro fisico, è arrivato in tribunale perché uno di lavoratori non scioperanti ha denunciato per lesioni lievi (giudice di pace) ciò che aveva subito.

TUTTO CANCELLATO

Le altre denunce dell’azienda (a nome del legale rappresentante, Giovanni Casiraghi, assistito dall’avvocato Lorenzo Buldrini) sono state tutte archiviate, cancellate. Proprio perché i lavoratori, in quei momenti stavano esercitando un loro sacrosanto diritto. L’archiviazione è stata accolta dal gip per la «infondatezza» dei rilievi della denuncia, e soprattutto perché se è vero che quello sciopero fu una azione svolta in un contesto di tensione che poi era rientrata subito, ad alimentare questa tensione – scrive il giudice – non fu solo il contrasto tra gli scioperanti e chi non voleva farlo, «ma anche la stessa condotta del rappresentante legale della società, cui è stato attribuito il tentativo di usare un idrante contro gli scioperanti». E ricorda lo stesso giudice l’unico episodio violento è già al centro di un processo dal giudice di pace: ma lo sciopero era un diritto e non ci fu violenza.

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