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Casumaro, nuovi guai per Clyde. Le impronte digitali lo incastrano per un colpo a Finale

Sabatini il 30 luglio con il cutter si fece consegnare 300 euro. Per lui anche l’accusa di evasione: allora era ai domiciliari

CASUMARO. Non finiscono i guai per Yuri Sabatini, il 45enne centese salito alla ribalta delle cronache con il soprannome di Clyde, perché con la compagna modenese Bonnie si è reso responsabile di una serie di furti e rapine nel Centese e nella vicina Finale. E proprio a Finale il centese ha compiuto l’ennesimo colpo lo scorso 30 luglio, anche se l’ordinanza di custodia cautelare a cui hanno dato esecuzione i carabinieri di Carpi è di lunedì, grazie alle impronte digitali.

COLPO DA “EVASO”


I sospetti portavano già a lui, ma serviva una prova certa per contestargli quella rapina di fine luglio. E la prova è arrivata dall’analisi delle impronte digitali raccolte dai carabinieri del Ris di Parma: l’autore del colpo nel negozio “Dimensione Caffè” di Finale è proprio Yuri Sabatini, il “Clyde” che da oltre un anno compie scorribande criminali nelle attività commerciali della zona.

Grazie alle impronte, i carabinieri di Finale – che già dalla mattinata del colpo si erano messi all’opera per individuare l’autore – hanno potuto ragguagliare la Procura di Modena, che a sua volta ha chiesto e ottenuto dal giudice delle indagini preliminari del tribunale un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per il 45enne, domiciliato a Casumaro. “Clyde” è indagato per rapina aggravata, porto abusivo di armi e oggetti atti a offendere ed evasione. L’ordinanza gli è stata notificata in carcere a Ferrara, dove si trova rinchiuso da fine agosto dopo che un giudice ferrarese aveva annotato come i provvedimenti restrittivi domiciliari erano spesso violati dall’uomo.

Infatti, anche in occasione della rapina Sabatini era evaso dai domiciliari. Era riuscito a raggiungere Finale e indossando un cappellino utile a celare il volto è entrato nel negozio “Dimensione Caffé” di via Nazario Sauro. All’interno vi erano i titolari, uno dei quali intento a scaricare la propria autovettura. Clyde ha estratto un cutter e si è fatto consegnare i soldi custoditi in cassa (circa 300 euro) per poi allontanarsi a piedi. I carabinieri erano arrivati celermente con la prima pattuglia, mentre erano iniziate le ricerche del rapinatore solitario, le quali non avevano però dato esito. Nel negozio si erano portati anche gli specialisti della Scientifica, che avevano raccolto diverse impronte che sono state campionate e repertate. Troppo facile a quel punto attribuirle a Sabattini, che come detto ha un lungo curriculum criminale. Ma il 45enne aveva tentato a lungo di dissimulare quella rapina, provando addirittura a inscenare un alibi credibile. Dopo il colpo, infatti, aveva iniziato a lavorare nel giardino di casasua a Casumaro, facendo in modo di essere notato da diverse persone, con l’intento di dissimulare la propria presenza a Finale. Il piano, se inizialmente aveva retto, è poi franato di fronte alle contestazioni scientifiche da parte del Ris di Parma.

LUNGA SCIA

E dire che Clyde giusto una settimana prima del colpo di Finale era stato denunciato dai carabinieri di Cento proprio per un colpo ai danni di un autista 58enne, il quale si era visto derubato del marsupio con 500 euro e i documenti dal furgone che aveva parcheggiato vicino all’abitazione di Sabatini. Motivo per il quale a Clyde era stato addebitato il doppio reato di evasione (anche nell’occasione era ai domiciliari, dopo essere andato già in carcere all’Arginone lo scorso gennaio per la rapina pistola in pugno al forno Laura di via Ugo Bassi a Cento) e furto aggravato. Ah, sembra che martedì a Finale a effettuare un nuovo colpo sia stata la compagna.

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