Petizione per lo skate park «Cade a pezzi, recuperiamolo»

Il promotore Riccardo Giori: nei primi due giorni già raccolte duecento firme Nato alla fine degli anni Novanta, l’impianto ora versa in stato di abbandono

COPPARO. È nato nel 1998, e per molti è un impianto legato a ricordi e a una passione sportiva. Ma da un paio di anni è lì, smontato, martoriato, inutilizzabile.

Raccolta firme


Si tratta dello skate park nel parco di palazzo Zardi, chiuso, proibito per ragioni di sicurezza, smantellato per non consentirne l’utilizzo. Ma adesso è stata aperta una petizione per farlo rinascere. «Anni fa – spiega il promotore dell’iniziativa, Riccardo Giori – avevo spesso contattato la vecchia amministrazione per interventi sullo skate park. Qualcosina è stato fatto, ma senza esagerare. Poi ho smesso con lo skate e di seguire la vicenda. Sono persino andato ad abitare a Ferrara e avevo perso di vista la situazione, anche se so che molti ragazzi continuavano a praticare. Qualche giorno fa, mentre facevo una passeggiata, sono passato dal Parco di Palazzo Zardi. E ho visto come è ridotto lo skate park».

La rampa da skate fu installata nel 1998 e da sempre è stata un vanto copparese per chi pratica questo sport (presente ai giochi delle ultime Olimpiadi), oltre a essere un punto di riferimento per molti giovani copparesi. Pensate, fino a pochi anni fa, digitando la parola Copparo su Google, usciva il link che riportava la presenza della rampa.

«Vedendo la situazione– continua Giori – ho deciso di fare qualcosa, ma senza volere essere il protagonista, perché i ragazzi interessati alla pratica sono altri e spero che siano in tanti a prendersi a cuore il problema».

Detto fatto, è stata inviata una petizione sulla piattaforma Change. org. Una parte significativa della petizione recita: “La rampa da skate, installata a fine anni ’90, è sempre stata un valore aggiunto del parco Zardi. Lasciarla marcire o rimuoverla significherebbe solo dimostrare totale disinteresse nei confronti di una fetta di comunità composta da molti giovani copparesi”.

Sogno interrotto

Ma, a parte il discorso sulla sicurezza, la rampa in queste condizioni è probabilmente più pericolosa. Il dibattito in materia, avviato lo scorso anno è stato ampio, e va ricordato come una giovanissima copparese, Miriam Zanella, lo scorso anno avesse addirittura la possibilità di qualificarsi per le Olimpiadi, ma la pandemia, lo spostamento dei giochi e l’impossibilità per lei di allenarsi vicino a casa hanno a lungo andare fatto svanire il sogno.

Alla petizione hanno aderito oltre 100 persone il primo giorno, e altrettante il secondo. È stato così raggiunto il primo obiettivo, quello delle 200 firme, ora si punta a raggiungere le 500, però senza darsi comunque limiti: solo la possibilità di inviare all’amministrazione comunale di Copparo (che finora non ha risposto positivamente) una richiesta sostenuta dal maggior numero possibile di cittadini.

Alessandro Bassi

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