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A Ferrara rimpasto in giunta? Fabbri: molto probabile

Il sindaco di Ferrara, Alan Fabbri

Il sindaco a 360° dopo i risultati elettorali: alle urne sostanziale pareggio, con FdI siamo stati leali. Sarò candidato anche nel 2024

Gian Pietro Zerbini


FERRARA. «Le ultime elezioni? Penso che alla fine ci sia stata una sorta di pareggio». Alan Fabbri, sindaco di Ferrara, commenta la tornata amministrativa dove si è votato in 5 comuni ferraresi.


Un esito scontato quindi?
«Più che altro prevedibile e non c’è un effettivo vincitore se vogliamo tra destra e sinistra. In sospeso c’è ancora la partita di Cento».


Però i suoi alleati di Fratelli d’Italia sono molto arrabbiati. Non hanno digerito la beffa di Portomaggiore e accusano la Lega di non essersi sufficientemente impegnata a sostenere Badolato o per lo meno non quanto hanno fatto loro per far vincere Bergamini a Vigarano.
«Rispedisco al mittente queste accuse. La Cavedagna è fuori dalla Lega e il nostro partito si è battuto con lealtà per far vincere il candidato di centrodestra, Badolato. Ma purtroppo ha vinto Bernardi del Pd».


Cento resta un rebus e tra dieci giorni si rivota. Ha già cercato di convincere il suo amico Pettazzoni, compagno di banco per 5 anni in consiglio regionale, a non far perdere il centrodestra?
«Marco ha ottenuto un ottimo risultato elettorale, è una persona conosciuta a Cento. La speranza è che si renda conto della diversità di amministrare un comune strategico con il programma del centrodestra o con quello del centro sinistra. Sarebbe assurdo per personalismi e capricci, affidare il territorio alla sinistra, soprattutto a Cento».


A dicembre si vota per eleggere il consiglio e il presidente dalla Provincia. Chi sarà?
«Posso solo dire che sarà un presidente espressione di una maggioranza di centrodestra, ma prima del nome vogliamo dare un visione di insieme alla Provincia, che nonostante lo svuotamento di poteri derivato dalla scellerata riforma Delrio, deve continuare ad esercitare un ruolo di riferimento del territorio. Vogliamo coinvolgere anche il centrosinistra. D’altra parte in questa fase con Minarelli abbiamo collaborato e mi aspetto la stessa lealtà istituzionale. Poi verrà una discussione per valutare il candidato più idoneo».


Veniamo a Ferrara siamo quasi a metà mandato e aveva detto che ci sarebbe stato un rimpasto in giunta. I tempi sono quasi maturi. A che punto siamo?
«Devo doverosamente precisare una cosa. La decisione del rimpasto non vorrei venisse collegata come conseguenza del risultato elettorale, ma come la volontà di fare un cambio di passo nel rispetto dell’amministrazione che rappresento. È possibile che si faccia questo rimpasto prima di Natale per portare un cambiamento. Mi piacciono le novità».


Quattro mesi fa ci disse che si sarebbe candidato anche nel 2024, dopo l’estate ci ha ripensato?
«Assolutamente. Sono sempre più motivato in quello che faccio e lo percepisco dall’affetto e dall’incoraggiamento che vedo nella gente che mi saluta e mi parla per strada. Oggi sono felice di quello che stiamo facendo e non voglio cullarmi sugli allori. Continueremo e fare del nostro meglio per vincere per la seconda volta e portare avanti un progetto di mandato».


I rapporti con l’opposizione come sono? Oggi incontra Talmelli (Pd) in un dibattito pubblico di “fe-nice” sul tema del disgelo tra maggioranza e opposizione.
«Il rapporto con l’opposizione e in particolare con il Pd deve essere costruttivo. A livello regionale è buono e con il presidente Bonaccini cerchiamo di costruire qualcosa di importante per il territorio nel rispetto dei ruoli. A livello locale si fa più fatica. Si sente ancora la rabbia per la sconfitta di due anni fa da parte dei consiglieri di opposizione, ma devo dire che anche i consiglieri della Lega devono ragionare come gruppo di maggioranza e a volte si comportano come se fossimo ancora all’opposizione. Mi auguro di lavorare in un clima meno conflittuale».


Tornando alle elezioni, Salvini è uscito malconcio dalle urne, rafforzando i sospetti di una forte divisione all’interno del partito: da una parte lui e i sovranisti e dall’altra i governatori delle regioni, con Zaia come capifila e il ministro Giorgetti, decisamente più vicini al programma di Draghi. Tra un po’ volano gli stracci. Lei con chi si schiera?
«Ognuno cerca di portare a casa, nei propri ambiti, risultati utili al partito, stiamo parlando di politici di elevata statura che altre forze ci invidiano. Abbiamo una classe dirigente importante che lavora per il bene del Paese».


Mi sembra una risposta molto diplomatica, si sforzi a dirmi qualcosa di più...
«Salvini, Zaia, Fedriga, Giorgetti sono politici che conosco da oltre vent’anni. Stanno tutti lavorando nel rispetto dei ruoli per dare risposte ai cittadini. E posso dirle che nessuno di loro ha idee alternative o cerca di trovare soluzioni diverse a livello politico. Confido molto nella pluralità di pensiero che da sempre contraddistingue il nostro partito e poi non ritengo che la Lega abbia perso molto in questa tornata, ci sono dei territori dove ha confermato la sua forza».


Su cosa state lavorando come giunta comunale?
«Sono allo studio una serie di eventi anche per il prossimo anno, confidando in un miglioramento della situazione covid. Si sta decidendo sulla prossima collocazione del nuovo palasport, così come stiamo portando avanti il nuovo mercato coperto e lo studio di un centro congressuale in via Bologna. Ma la priorità resta il lavoro e si sta agendo per cercare maggiore attrazione per Ferrara, nonostante una fase in cui c’è tanta cassa integrazione e il costo delle materie prime è lievitato».


Aspettando il Natale?
«Illumineremo tutto viale Cavour con un ideale collegamento tra il Castello e la Gad e poi si faranno passi in avanti anche sul piano urbanistico».