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Azioni Carife azzerate: Bper dovrà risarcire la cliente

L’Arbitro per le controversie finanziarie accoglie il ricorso Codacons. La donna ha perso 26mila euro, ne avrà indietro poco meno di settemila

FERRARA. Le sue azioni Carife erano state azzerate, sarà Bper a doverla risarcire. Una donna di Vigarano Mainarda si è vista riconoscere dall’Arbitro per le controversie finanziarie (Acf) il diritto a ottenere un (seppur parziale) rimborso da Bper per le azioni Carife volatilizzate dal decreto Salvabanche del 2015. Il ricorso, predisposto dagli avvocati del Codacons, aggiunge un altro importante tassello a tutela del risparmio tradito, perché la decisione dell’Acf ribadisce ancora una volta la legittimazione passiva di Bper: ovvero che spetta alla banca subentrata a Carife rispondere dei danni subìti dai risparmiatori.

Nel caso specifico, la cliente di Vigarano Mainarda aveva perso quasi 26mila euro: dopo il bail-in le 1.862 azioni Carife in suo possesso erano diventate carta straccia. Di queste, una parte (162), era stata acquistata nel 2009 aderendo all’aumento di capitale. Due anni prima aveva sottoscritto un documento informativo sui servizi finanziari e compilato il questionario Mifid con l’attribuzione di un profilo di rischio medio basso. Un profilo ritenuto incompatibile con l’investimento azionario, sui cui rischi - sostiene - non era stata informata in modo adeguato. Per tutte queste ragioni la donna, sostenuta da Codacons, si è rivolta all’Arbitro per le controversie finanziarie per ottenere un risarcimento da Bper.

La banca da parte sua ha prima cercato di confutare la legittimazione passiva, poi si è difesa sostenendo di aver fornito alla cliente tutte le informazioni e le rendicontazioni previste dalla legge e sottolineando che la donna aveva autorizzato le operazioni di acquisto dei titoli azionari. Ricordando inoltre che la ricorrente aveva già presentato una domanda di risarcimento al Fondo di indennizzo Fir. Argomentazioni che l’Acf ha respinto, dando ragione alla risparmiatrice che, sottolinea, aveva tutti i diritti sia di rivolgersi al Fir che di presentare il ricorso. Al tempo stesso, però, le inadempienze commesse dalla banca durante la sottoscrizione dei titoli non bastano ad “annullare” in toto l’investimento, e così si arriva a una vittoria parziale: perché su tutte le richieste di rimborso per azioni acquistate fino al 2005 è già calata la prescrizione; restano valide solo quelle relative all’aumento di capitale del 2009, ovvero le 162 azioni comprate a 36 l’euro l’una per un valore di 5.832 euro, rivalutato in 6.689,3 euro. Una decisione che comunque dà forza alle azioni intraprese da Codacons, che annuncia un nuovo ciclo di incontri nel Ferrarese a partire da novembre.

Alessandra Mura

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