Denuncia lo spaccio nel quartiere, viene perseguitato da uno stalker

La polizia ha individuato l'aguzzino che ha terrorizzato l'uomo per quasi un anno. Il responsabile è stato ammonito dal questore: dovrà interrompere la sua condotta altrimenti rischia la denuncia penale e l'aggravamento del reato

FERRARA. Ha iniziato ad essere perseguitato in vari modi dopo aver segnalato alla polizia un'attività di spaccio nella zona della città in cui risiede. Il questore, in seguito agli accertamenti compiuti sul caso, ha emesso per lo stalker l'ordine formale di interrompere la sua condotta attraverso lo strumento dell'ammonimento. Vittima dell'atteggiamento del persecutore è un uomo di 50 anni. Il suo aguzzino è un uomo già noto alle forze di polizia per una pluralità di precedenti e condanne. In due circostanze mentre la vittima si trovava a passeggio lo stalker è entrato in azione con insulti e con percosse, pugni al corpo e al viso. Il malcapitato ha riportato lesioni all’emitorace e allo zigomo sinistro.

Queste condotte si sono protratte per quasi un anno ingenerandoo nella persona perseguitata "un grave stato d’ansia, paura e fondato timore per la propria persona e per la sua famiglia", scrive la questura. E' stata la Divisione della Polizia Anticrimine, ufficio specializzato nella trattazione di casi di stalking e violenza di genere,  a prendere in carico il caso avviando gli accertamenti necessari per verificare le dichiarazioni della parte offesa. Al termine dell’istruttoria, il  questore  Cesare Capocasa  ha emesso l’ “ammonimento”, la cui comporta l’avvio di un procedimento penale d’ufficio e l’aggravamento della pena.

La polizia rammenta l’utilizzo dell’applicazione “ Yoipol” facilmente scaricabile da internet sul proprio smartphone, realizzata dalla Polizia di Stato per segnalare episodi di spaccio, bullismo ed  estesa anche ai reati di violenza che si consumano tra le mura domestiche. L’App Youpol  è caratterizzata dalla possibilità di trasmettere in tempo reale messaggi ed immagini agli operatori in servizio; le segnalazioni sono automaticamente georeferenziate, ma è possibile per l’utente modificare il luogo dove sono avvenuti i fatti. È inoltre possibile dall'app chiamare direttamente la sala operativa 113 della Questura. Per chi non vuole registrarsi fornendo i propri dati, è prevista la possibilità di fare segnalazioni in forma anonima. Anche chi è stato testimone diretto o indiretto - per esempio i vicini di casa - può denunciare il fatto all’autorità di polizia, inviando un messaggio anche con foto e video.