Contenuto riservato agli abbonati

Gli spari gli danno alla testa, una mazzata al cacciatore

Un pensionato di 65 anni para il colpo e finisce all’ospedale con un braccio rotto. Prima gli aveva spaccato il lunotto dell’auto, poi anche schiaffi e calci: ricercato

FERRARA. Con una mazza da baseball prima gli spacca il lunotto dell’auto, poi un braccio, poi gli rifila schiaffi e calci mentre è a terra, minacciandolo pure di morte, e strappandogli di mano il fucile, lasciandolo poi cadere a terra, infine si allontana facendo perdere le proprie tracce. Una scena che ricorda “I guerrieri della notte” (The Warriors) e la banda Baseball Furies che nella New York di fine anni Settanta si scontrava con bande rivali a suon di mazzate.

FRATTURATO


Qui, però, non è fiction, al posto della metropoli americana c’è la pianura Padana e le botte sono vere: il malcapitato è finito all’ospedale, dov’è stato sottoposto a intervento chirurgico per ridurre la frattura all’arto superiore sinistro.

Il gravissimo episodio di violenza è accaduto sabato pomeriggio in via Vecchio Reno, nei pressi del casolare Le Civette. Lì vicino, infatti, la vittima dell’aggressione, un pensionato di 65 anni, assieme a un amico era giunto con la propria auto, parcheggiandola lungo la strada, per poi intraprendere una battuta di caccia in un ambito territoriale consentito e opportunamente segnalato. Tutto in regola, come il permesso di cacciare dei due uomini. Eppure quegli spari devono aver infastidito e non poco questa terza persona.

La vittima dell’aggressione, infatti, ritornato alla propria vettura per dissetarsi, ha visto questa persona che girava attorno all’auto impugnando una mazza da baseball: il rumore del colpo e del vetro infranto è stato quindi ovviamente attribuito al gesto di quell’uomo, tanto più che nei paraggi non c’era nessun altro. Il cacciatore ha subito immaginato che fosse la sua attività ad aver infastidito quello sconosciuto, ha subito cercato di spiegargli che era tutto in regola, che lì si poteva cacciare, ricevendo per risposta un eloquente disinteresse e, soprattutto, una mazzata diretta alla testa.

LA FURIA CIECA

Per salvarsi da conseguenze peggiori, la vittima ha parato il colpo proteggendosi con il braccio, andato così fratturato e finendo a terra. L’aggressore non ha frenato la sua azione e, anzi, ha continuato a menare schiaffi al volto e calci alle gambe, impedendo di fatto al pensionato di rialzarsi, mentre lo sfortunato lo implorava di fermarsi e che aveva il braccio rotto, ma quello niente, anzi, lo minacciava di morte. All’avvicinarsi dell’amico della vittima, che lo redarguiva a gran voce, finalmente l’aggressore si fermava, strappava di mano il fucile al cacciatore e quindi si allontanava, lasciando cadere la doppietta a terra, per poi salire sulla propria auto e dileguarsi.

Venivano così chiamati i soccorsi e le forze dell’ordine, esattamente i carabinieri, che ora indagano per rintracciare l’autore della folle aggressione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA