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Case popolari a Comacchio: c’è chi non paga da anni e il buco ormai sfiora il milione di euro

In tutto dei 497 alloggi, 483 assegnati a famiglia italiane.L’assessore Gelli: «Purtroppo a breve partiranno gli sfratti. Da chi non paga ed è moroso, non viene prodotta alcuna documentazione per gli aiuti»

comacchio. Chi non ha i soldi per poter sostenere le spese di affitto di una casa popolare, viene aiutato. Acer e Comune offrono diversi ammortizzatori per sostenere la morosità incolpevole. Diversa, naturalmente, è la situazione per coloro che deliberatamente e senza che vi sia alcun motivo, decidono di non pagare l’alloggio o comunque non producono la documentazione richiesta per poter accedere agli aiuti.

in rosso


«In questo momento il Comune di Comacchio vede un buco di 942.343,44 euro – spiega l’assessore ai Servizi sociali Tiziana Gelli –. Una cifra enorme, che non ci permette di andare avanti anche con tutta una serie di interventi necessari». Insomma, come spesso accade ci rimette chi invece non ha mai smesso di pagare.

Nel comune di Comacchio ci sono 497 alloggi assegnati e al momento sono 41 quelli vuoti, che necessitato di interventi. «Uscire da questa situazione è diventato impossibile e sarà ancora più difficile gestire il tutto quando arriveremo per forza di cose a procedere con gli sfratti – va avanti Gelli -. Ci sono persone che non pagano ormai da anni. Dicono che non hanno le possibilità, e può anche starci. Il punto è che ogni cosa va documentata. Noi possiamo intervenire se abbiamo in mano la situazione patrimoniale della famiglia, serve l’Isee. Non basta dire non ho i soldi e non pago, non funziona così».

Fatto sta che si è praticamente arrivati al milione di euro (la morosità indicata è al 31 agosto), con difficoltà enormi per l’amministrazione comunale come anche di Acer. Sempre dati alla mano, è il caso di sottolineare che dei 497 alloggi, 483 sono stati assegnati a famiglie italiane (il 97,18%), due a stranieri comunitari e 12 a stranieri extracomunitari. Per quel che riguarda le persone presenti all’interno, su 1.185, gli italiani sono 1.133 (95,61%), gli stranieri comunitari 5 e gli stranieri extracomunitari 47.

Per completezza, va specificato che la cifra potrebbe tendere a diminuire più che aumentare. Questo perché «va fatta una differenza tra morosità corrente e morosità consolidata – spiega il direttore di Acer, Diego Carrara –. In generale Acer propone un piano di rientro e c’è naturalmente chi accetta. Non è facile, in alcune zone è forse più difficile che in altre, ma la corretta gestione del patrimonio serve per sistemare gli alloggi, crearne nuovi, dare a tutti la possibilità di avere una casa».

come funziona

Il solo bilancio Acer «certo non consente di sviluppare la mole di interventi che sono stati presentati – va avanti Carrara –. Manutenzione straordinaria, recupero degli alloggi e interventi di emergenza». Da dire anche che questi ultimi sono aumentati e andranno ad aumentare perché il patrimonio attuale delle case popolari è ormai vecchio (circa il 50% risale agli anni ’70). «La programmazione degli interventi con i coinvolgimento degli altri enti è quindi fondamentale – fa presente il direttore –. La programmazione delle risorse necessarie è naturalmente indispensabile».

«L’assegnazione delle case popolari è subordinata non solo al possesso di determinati requisiti reddituali, ma anche al pagamento dell’affitto - conclude Gelli -. Da ciò deriva che, se l’inquilino diventa inadempiente, potrà subire lo sfratto». Una casa popolare, dunque, non è per sempre; se viene assegnata, bisognerà custodirla gelosamente, rispettando tutti gli obblighi imposti dalla legge e, in particolare, il dovere di pagare il canone.

Annarita Bova

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