In campo anche i Nas per il no vax morto Sono 15 i sanitari che bloccavano i vaccini

Primi atti sul medico di IppocrateOrg che curava il paziente. E l’Asl segnala altri addetti per interruzione alle vaccinazioni 

Daniele Predieri

Oggi i primi atti dovuti, giovedì l’autopsia sul paziente no vax morto per Covid all’ospedale Sant’Anna, dopo essersi curato con l’assistenza di un medico volontario del gruppo Assistenza 999 dell’associazione IppocrateOrg. Proprio sul medico, di Reggio Emilia che curava il paziente poi deceduto al telefono o per mail prescrivendo cortisonici e antivermifughi si sono concentrate le attenzioni della procura e della polizia giudiziaria, per capire perché quel paziente di 68 anni, con patologie pregresse, che viveva da solo, fosse arrivato al pronto soccorso dell’ospedale Sant’Anna con una saturazione a livello 58, quando la stessa associazione Ippocrate indica che sotto i livelli di 92 occorra subito recarsi in ospedale: la stessa IppocrateOrg, dalla voce del presidente Mauro Rango, ad Rete 4 ha riferito che non risulta avere tra i propri pazienti il ferrarese no vax, poi deceduto e che sono tutte «falsità». Sarà l’inchiesta, che entra nel vivo, a stabilire se si tratti di una dichiarazione avventata o meno, mentre nelle indagini entrano in campo anche i Carabinieri del Nas, che si stanno interessando al caso. Ora penale poiché sono ipotizzati i reati di omissione di soccorso e decesso per colpa medica, rubricati al momento contro ignoti dal pm Savino, anche se è attesa una accelerazione a breve che potrà vedere indagato il medico curante, per eseguire l’autopsia fissata per giovedì e affidata al medico legale di Padova Giorgio Viel. Ma non c’è solo l’aspetto penale, e la presenza dei Nas indica che la vicenda potrebbe avere risvolti amministrativi e istituzionali visto che i tecnici del Nas si muovono spesso su impulso del ministero della sanità. Intanto sul fronte “no vax” e giustizia, si allarga anche l’altra inchiesta della procura sui sanitari che si sono presentati ai centri vaccinali con gli avvocati, poi segnalati dall’Asl per interruzione di pubblico servizio.


Altri sanitari no vax

Sale, infatti, il numero dei sanitari coinvolti, dai primi 5 ora sono oltre 15 (a parte i legali che li hanno accompagnati Orazio di Stefano e Mario Zisa) per i quali sono in corso identificazioni e atti di carabinieri e Polizia finalizzati ad indagarli ed avere spiegazioni sui motivi accampati al momento delle vaccinazioni, contestando consenso informato e adeguatezza del vaccino stesso. Farebbero questo, convinti no vax, per evitare obblighi vaccinali per i sanitari e la conseguente sospensione dal lavoro senza stipendio, con spiegazioni pretestuose, a tal punto da interrompere le vaccinazioni in corso. Ora per evitare questo l’Asl ha dato nuove disposizioni: nel caso qualcuno si presentasse con un legale, l’avvocato non sarà ammesso alla struttura, chiedendo la presenza delle forze dell’ordine.

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