College, subito il tutto esaurito «I giovani vogliono divertirsi»

Venerdì 22 per la prima serata del locale di via Arianuova prenotazioni finite in mezz’ora «Sono stati venti mesi lunghi ma finalmente siamo pronti»

I motori si scaldano, terminologia utilizzata per le corse ma che ben si adatta al momento delle discoteche, le quali stanno ripartendo in tutta Italia. Detto che ieri sera ha riaperto le porte il Quo Vadis, ovviamente i più giovani aspettano con trepidazione il College, ormai ultimo locale di questo tipo presente a Ferrara. E che l’attesa sia tanta lo si capisce dal fatto che appena è stata annunciata la riapertura sui social per venerdì 22 ottobre i posti a disposizione sono andati esauriti in mezz’ora. «La gente ha voglia di divertirsi - ci dice Stefano Pini del College - e noi di riaprire. La nuova gestione del locale era iniziata nel 2018-2019, dunque il Covid è arrivato dopo un solo anno di attività e dopo venti mesi chiusi, finalmente siamo pronti a ripartire, seppur con capienza al 50% (poco oltre i 350 posti a sedere; ndr)».

Il College in via Arianuova è un locale storico della città, che nel corso degli anni ha cambiato nome (Pink Panther, Enigma, Pelledoca) ma ha mantenuto la caratteristica di riferimento per i giovani che abitano in città. Negli ultimi anni, poi, il College è diventato il locale degli studenti universitari, infatti molte delle serate in programma sono rivolge a loro. Le aperture (senza ristorazione) saranno ogni venerdì sera con varie proposte, due sabati al mese, un mercoledì “Academy” al mese per universitari, tutte col divieto ai minori di 18 anni, i quali potranno “sfogarsi” nell’appuntamento mensile “No alcol” della domenica pomeriggio (dalle 15 alle 20). Ovviamente l’ingresso è consentito con Green pass.


Il College era balzato agli onori della cronaca perché un anno fa di questi tipi invece di riaprire riceveva bollette eccessive: «Passi la prima bolletta di 980 euro per i mesi di gennaio e febbraio, ma che per il resto del 2020 si debba pagare quasi 3.000 euro per rifiuti che non ho prodotto con il locale proprio non ci sto» ci disse Pini. Subito intervenne il Comune di Ferrara, che ha coperto l’80% di queste spese, «ma non siamo certo stati con le mani in mano. Anche in virtù del lungo stop abbiamo voluto rinnovare completamente il locale, stando al passo coi tempi e rispondendo alle esigenze dei clienti e con innovazioni tecnologiche».

D.B.

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