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Longastrino. Covid e troppe spese, chiude la struttura che ospita gli anziani

Si ferma l’attività della casa d’accoglienza della parrocchia. Nata nel 1987, negli anni è stata sostenuta da tutto il paese

LONGASTRINO. Dal primo ottobre la casa d’accoglienza per anziani della parrocchia di Longastrino ha chiuso i battenti. Quel servizio così importante per la comunità è saltato, non c’è più. I motivi? Da quanto risulta, sarebbero sopraggiunte delle difficoltà nella gestione economica con l’aggiunta del Covid che, oltre ad aver provocato quattro decessi, ha di fatto rivoluzionato l’opera del volontariato. E pensare che nell’agosto 2017 la cospicua donazione effettuata dall’associazione “Fedeben” di Filo (perché in questa struttura c’erano ospitati anche dei filesi), l’allora parroco don Sante Bertarelli, anziché ipotizzare la chiusura, si dichiarò dispiaciuto per «non riuscire a rispondere alla continue richieste e poi, non possiamo ospitare anziani non autosufficienti». Non solo, don Sante, oltre a ricordare la preziosa opera fornita a titolo gratuito dal medico in pensione Giorgio Savioli, parlando di volontariato disse «siamo una famiglia e una realtà che i longastrinesi e non solo loro, hanno premura».

Dunque, la casa d’accoglienza ha chiuso con il ricordo di essere stata fondata oltre trent’anni fa (era il 1987) dall’allora parroco don Umberto Paganelli. Allora furono dei locali a essere ristrutturati a fianco alla canonica e col tempo, grazie proprio alla collaborazione di molti cittadini, questi spazi sono stati messi a norma, tant’è che venivano ospitate otto persone anziane autosufficienti, più due giornaliere. In cucina ci lavorava Martina, una giovane cuoca, mentre l’assistenza veniva fornita da persone che conoscono il buon senso e il concetto di amore per il prossimo. Tutto questo ha continuato a funzionare egregiamente fino alla comparsa della pandemia, la quale ha condizionato tutto e tutti, con l’aggravio delle spese. I ben informati, però, fanno sapere che con sei anziani si poteva comunque continuare, aumentando un po’ la retta. Ipotesi che però non hanno trovati riscontri e così si sono chiuse le porte. Una decisione sofferta, che la curia di Ravenna e don Alessio Baggetto, il parroco che è subentrato a don Sante Bertarelli, hanno dovuto assumere.


G.C.

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