Scritte no vax contro Draghi e Speranza Imbrattato l’hub vaccinale della Fiera

Forte e generale la condanna per l’azione vandalica. La Digos ha avviato le indagini per risalire ai responsabili 

Lo sfregio

Scritte offensive contro il Presidente del consiglio, Mario Draghi, e il ministro della Sanità, Roberto Speranza. Una o più mani, al momento ancora anonime, hanno imbrattato l’altra notte le vetrate e l’asfalto davanti alle porte d’ingresso dell’hub vaccinale in Fiera con le firme “W no vax” e “W no Green Pass” vergate con vernice spray rossa. L’atto vandalico è stato scoperto in mattinata, subito dopo è stata allertata la Digos, la sezione della polizia che indaga sui reati a sfondo politico. L’atto ha suscitato la reazione della direttrice generale dell’Asl, Monica Calamai, che ha espresso «assoluta intolleranza e ferma condanna. L’azienda è impegnata a sostenere e supportare nel modo più completo possibile il personale sanitario che lavora a stretto contatto con i pazienti e si dedica al percorso vaccinale». In passato erano stati volantini ed sms infarciti di fake news a motivare le denunce dell’azienda sanitaria. «Ci guida la scienza, non i ciarlatani», ha concluso Calamai.


Le altre reazioni

Le scritte che associano Riina a Speranza e Draghi sono «un gesto di imbecillità – commenta il sindaco, Alan Fabbri – che non deve essere sottovalutato, ma che, certo, non fermerà il nostro impegno a portare avanti, con massima determinazione, la campagna vaccinale, grazie alla quale iniziamo a vedere la luce dopo i mesi terribili della pandemia. Sono vicino a medici, infermieri, personale sanitario e li ringrazio, ancora una volta, per lo straordinario lavoro che stanno portando avanti».

«Le scritte - dichiarano i consiglieri regionali del Pd, Marcella Zappaterra e Marco Fabbri - sono il frutto di un complottismo che è degenerato oltre il limite dell’accettabile. In questi giorni abbiamo assistito a una escalation di aggressioni, violenze e intimidazioni che non fermeranno di certo chi sta lavorando a ogni livello per arginare la pandemia e tutelare la salute delle persone».

«Il “Green Pass” – interviene la segreteria della Fp-Cgil – come tutte le norme, è criticabile, la Cgil ne ha denunciato più volte la natura classista ed ha chiesto tamponi gratuiti per tutti i lavoratori e tutte le lavoratrici. Un conto sono le critiche, altro è l’aggressione, fisica o verbale poco cambia». Dalla Cgil «solidarietà a lavoratrici e lavoratori che quotidianamente operano a tutela della salute dell’intera comunità».

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