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Green Pass, resta l’incognita degli irriducibili

Domani (venerdì 15) a svelarli saranno i primi controlli soprattutto nelle grandi aziende. Malumori nelle piccole imprese: un costo in più

FERRARA. Meno uno. Da domani ogni azienda, pubblica o privata, dovrà attivare una procedura operativa per il controllo dei Green Pass dei dipendenti e del personale esterno che deve compiere l’accesso per motivi di lavoro o di servizio. Qualcuno si è mosso in anticipo e ha già effettuato un “sondaggio” interno, se non una richiesta vera e propria di esibizione, possibile già da ieri con 48 ore di anticipo sull’ingresso programmato per domani.

L’estensione della norma a tutte le imprese ha generato tensioni nel Paese, soprattutto in alcuni settori economici (i porti, ad esempio). Le grandi imprese hanno predisposto le procedure di controllo degli ingressi ma anche quelle più piccole si sono mosse con tempestività. L’incognita, soprattutto negli enti e aziende di maggiori dimensioni, riguarda il numero dei lavoratori che non hanno il Green Pass e che senza questo documento rischiano di non essere ammessi (fino al 31 dicembre).


Il malcontento, soprattutto nelle imprese più piccole, è palpabile. Stefano Castaldini, titolare della Cpm, azienda metalmeccanica di Portomaggiore, lascia trapelare tutte le sue perplessità: «Ritengo il Green Pass uno strumento utile per la ripresa ma non sono convinto che sia stato scelto il sistema migliore per evitare costi e disagi alle imprese. Per eseguire tutte le operazioni richieste per l’accesso dovrei affidare l’incarico ad un “portinaio” con quella mansione specifica. Soprattutto per le piccole realtà sono costi in più».

La Cpm ha già effettuato una ricognizione tra i dipendenti. «Il Green Pass, da noi, lo hanno tutti», annuncia l’imprenditore. Anche un suo collega, Roberto Bonora, titolare della Modelleria Meccanica Bonora, a Ferrara, ha la situazione aziendale sotto controllo: «Qui il Certificato verde lo hanno tutti. Carico e scarico delle merci li faremo noi, il fornitore presenterà solo i documenti all’Ufficio consegne. La verifica sul Pass andrà fatta anche per i manutentori esterni». La scansione, aggiunge Bonora, la farà direttamente lui. «L’ennesima incombenza a carico degli imprenditori», commenta amareggiato. Tper annuncia decine di assenze e possibili disagi.

Le grandi aziende hanno procedure da “catena di montaggio”. Stellantis, che ha uno stabilimento a Cento con un migliaio di dipendenti, ha organizzato un filtro automatizzato, a campione, impostato sui tornelli. Quando il congegno si ferma, all’ingresso, il dipendente deve mostrare la certificazione. Al petrolchimico cartelli di avviso a maestranze e fornitori. Il controllo verrà effettuato su tutti gli accessi grazie all’attivazione, da parte di Ifm, di 10 vigilantes esterni e 20 interni. È stata anche richiesta la lista dei nominativi degli esenti indicati da una specifica commissione dell’Asl. Si teme che la trafila possa creare lunghe code di camion agli ingressi. Berco fa sapere che sarà seguita pedissequamente la normativa. Il Comune di Ferrara, dopo aver consultato i sindacati, comunicherà oggi le procedure concordate. Asl e azienda ospedaliera hanno regolarizzato la maggior parte dei sanitari in servizio (i refrattari alla vaccinazione sono stati sospesi) e già “filtrano” gli esterni. L’Asl ha comunicato ai dipendenti che il Green Pass va esibito «su richiesta»: in sua assenza «l’accesso al luogo di lavoro non è consentito per nessun motivo». Nella Camera di commercio di Ferrara e Ravenna saranno appositi presìdi a controllare ogni accesso (chi viene respinto non rischia sanzioni).

Gi.Ca.

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