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Ferrara. Infermiera no vax barricata in corsia: per allontanarla interviene la Polizia

Caos negli ambulatori di cardiologia. La donna, non vaccinata, era sospesa dal servizio: denunciata per resistenza, danni e per non aver dato documenti

FERRARA. È una no vax convinta e per diverse volte era stata diffidata, consigliata a mettersi in regola, vaccinarsi come è obbligo per i sanitari, da decreto legge. Invece, lei, infermiera 45enne degli ambulatori di cardiologia del Sant’Anna di Cona, non ne ha mai voluto sapere. Per questo motivo, dopo diversi tentativi di notificarle la sospensione dal lavoro (e dallo stipendio), decisa dalla direzione ospedaliera applicando il decreto legge Covid di aprile-maggio scorso, era stata invitata a ritirarla a mano al Sant’Anna.

Agenti in corsia


Quando si è presentata all’ospedale, mercoledì mattina, è scoppiato il caos: ed è stato necessario l’intervento, prima della polizia interna del Sant’Anna, poi degli agenti di una Volante. Quindi, dopo essere stata portata in questura è stata denunciata per una serie di reati penali, dalla resistenza alla mancata esibizione di documenti, danneggiamenti e violazione del decreto legge che obbliga tutti i sanitari a vaccinarsi. Chi era presente mercoledì racconta che per oltre due ore ha regnato il caos, in quel settore dell’ospedale. E che tutto è cominciato quando lei, al momento di prendere a mano la raccomandata della sospensione dal lavoro – dopo che erano andate a vuoto gli altri invii – ha deciso di non voler uscire dal reparto e ha iniziato a creare non pochi problemi per i sanitari e gli utenti presenti.

In un primo momento, l’agente del posto di polizia ha cercato di convincerla, senza risultati, e quando le ha chiesto i documenti ha iniziato a inveire: «Io non esco, non riconosco l’autorità della Polizia». E si è “barricata” dentro l’ambulatorio, facendo resistenza passiva, mettendosi a sedere, ripetendo assolutamente di non voler uscire. Convinta di poter restare lì, dove fino a poco tempo fa svolgeva il proprio lavoro, pur non essendo vaccinata. Da qui, visto il problema ingestibile, è stata chiamata una Volante della Polizia e gli agenti, dopo aver fatto uscire pazienti medici e sanitari dalla zona, hanno intavolato una trattativa con lei. Finita dopo diverse ore. Portandola alla fine via di peso. E in questo momento, ormai fuori controllo, sosteneva di essere stata aggredita, strattonata dagli agenti e voleva essere refertata: così è stato fatto e i sanitari del pronto soccorso non hanno evidenziato nulla di ciò che lei sosteneva e che invece – spiegano i testimoni – gli stessi agenti sono riusciti ad affrontare questa situazione con molta “clemenza”e altrettanta fermezza. Poi il trasferimento in questura: questo fatto aveva acceso la voce in ospedale che fosse stata arrestata, nulla di tutto questo.

Una volta arrivata negli uffici di Corso Ercole d'Este, in città, mentre gli addetti della Polizia approntavano le verifiche sulla sua identità e anche il fotosegnalamento, la donna si è convinta a esibire i propri documenti. E dal nome è emersa anche la sua storia personale: 45enne, con figli a carico, un tempo infermiera di Pronto soccorso, era stata “aiutata” più volte dalla direzione, consigliata a vaccinarsi. Invece. Invece, dopo i tanti tentativi di mediazione con la direzione, mercoledì mattina – come obbligo per il datore di lavoro, recita il decreto legge – doveva ritirare quel pezzo di carta che la sospende dal lavoro, senza stipendio. Chi conosce la sua storia, personale professionale, ricordandola quando era infermiera di Pronto soccorso, tra le più preparate, prima della deriva “no vax”, lo dice senza mezzi termini: «Si è rovinata la vita». Sospesa dal lavoro, senza stipendio, ora il problema sarà giudiziario, dopo la denuncia – multipla – penale. Per un altro caso di Covid e dintorni che finirà prima negli uffici della procura e poi nelle aule del tribunale cittadino.

Daniele Predieri

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