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Ferrara. No vax morto, altre perizie su pc e telefoni

Ieri (giovedì 14) l’autopsia a Monselice, la procura si concentra sul materiale sequestrato al dottor Dallari. Agli atti anche le sue interviste

FERRARA. Le cause della morte? Il Covid, aiutato da «comorbidità multiple», recitano i documenti sanitari. Ma non sono accertamenti ovvi, quelli iniziati ieri mattina (giovedì 14 ottobre) con l’autopsia sul corpo di Mauro Gallerani (60 giorni di tempo per i risultati), per stabilire i motivi del decesso del paziente no vax, morto a 68 anni al Sant’Anna e che ha fatto aprire il caso giudiziario dalla procura cittadina per nulla scontato.

L’autopsia, come già spiegato, dovrà indicare al pm che segue il caso, Ciro Alberto Savino, se la morte di Gallerani possa essere riconducibile all’assistenza (dal 25 agosto al 3 settembre, 9 giorni) del dottor Alberto Dallari di Reggio Emilia, medico volontario di IppocrateOrg, oppure – questo uno dei quesiti formulati per scrupolo investigativo – se nel mese di ricovero e poco più al Sant’Anna (dal 3 settembre al 7 ottobre), le terapie e l’assistenza messe in campo dai sanitari in una situazione psicofisica del paziente già irrimediabilmente compromessa, possano essere considerate corrette o vi possano essere criticità da evidenziare: uno scrupolo e nulla più, che non ha nulla a che fare con le dichiarazioni del dottor Dallari, ribadite in una sua intervista al sito on line del Modenese “La pressa”, in cui – di fatto – escludeva in modo netto il coinvolgimento di IppocrateOrg, poiché la presa in carico di Gallerani era sua personale (tramite una conoscente comune).

Pur essendo un medico volontario dell’associazione che difende e propone la terapia domiciliare con farmaci non riconosciuti dai protocolli: tra tutti l’ivermectina e anche il plasma iperimmune che lui stesso aveva prescritto (via whatsapp) a Gallerani. Dallari ha fatto di più, escludendo una sua responsabilità nella morte di Gallerani, ha avanzato il dubbio che si debba «vedere bene cosa è successo all’ospedale di Cona».

Dichiarazioni legittime, difensive, di un indagato per omissione di soccorso e di decesso per colpa medica che dovrà provare. Davanti al magistrato. Dichiarazioni che ora saranno acquisite dalla procura (l’intervista in toto, già largamente visionata dagli inquirenti) e che potrebbero facilitare di gran lunga il lavoro di chi indaga, poiché basterà verificare, riscontrare, avvalorare o smentire quanto afferma Dallari: “elementare Watson”, direbbe qualcuno. Ma in procura prima di arrivare al faccia a faccia con l’indagato, dovranno studiare il copioso fascicolo che cresce giorno dopo giorno col materiale sequestrato: pc, telefoni, documenti. Di Dallari e Gallerani. E soprattutto se tra loro (e IppocrateOrg) vi siano stati rapporti anche di tipo economico. Le perizie tecniche per aprire e leggere pc, telefoni e tracce di soldi saranno ordinate a breve.

Daniele Predieri

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