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Nudisti a Lido Volano: «Il Comune adibisca un tratto di spiaggia»

Domenica scorsa le segnalazioni di naturisti da parte delle famiglie. «Vorremmo sapere dove e come viene praticato per evitarlo»

LIDO VOLANO. Dopo le rimostranze di alcuni frequentatori del lido di Volano, che la scorsa domenica lamentavano l’essersi imbattuti nei naturisti (l’area non è nemmeno segnalata da appositi cartelli, è stata la principale contestazione), c’è anche chi si appella al Comune di Comacchio (si potrebbe deliberare un atto di rispetto verso le minoranze, è la proposta), ricordando pure che un iter in questo senso era già stato avviato più di trent’anni fa.


«Per quanto riguarda la frequentazione naturista a Volano - sottolinea Fidenzio Laghi, presidente dell’Aner (associazione nudisti Emilia Romagna) fino al 2001 - già nel 1985 l’Ente Provinciale del Turismo di Ferrara approvò all’unanimità un atto avente per oggetto “Identificazione di un tratto di arenile da adibire a spiagge per naturisti nel comune di Comacchio. Sono trascorsi 36 anni ma un vero tratto di spiaggia pubblico per la frequentazione naturista decorosamente frequentabile non è stato ancora concesso». E nel 1986 «mi interessai anche presso la regione Emilia Romagna - continua Laghi - che dette parere favorevole (assieme a Ravenna) a nome della Giunta da parte dell’allora assessore regionale al turismo Giorgio Alessi. Deliberi, il Comune, a vantaggio di una minoranza, è quindi la richiesta di Laghi, che richiama l’esempio di altri comuni italiani.

«L’importante è segnalare il tratto di spiaggia riconosciuto al naturismo con cartelli e renderlo noto a tutti», specifica l’ex presidente dell’Aner, allinenandosi peraltro alle richieste di chi domenica scorsa lamentava le presenze nudiste, a maggior ragione perché nemmeno segnalate da cartelli: «il naturismo sarà pure legittimo secondo alcuni, ma io vorrei sapere dove e come viene praticato per evitarlo se non mi va di vederlo», diceva la segnalatrice degli scorsi giorni. Che ricordava anche che la spiaggia non è mai stata ufficialmente dedicata a queste pratiche. Anche se poi i nudisti su quelle spiagge ci sono da sempre, ancora prima delle famose sculture in legno dell’artista Enrico Menegatti, vero motivo di interesse delle famiglie che domenica si sono recate al mare, coprendo però gli occhi dei bambini di fronte alle «passerelle con gli attributi in bella mostra: ma è possibile?», ci si chiedeva domenica scorsa.


Comunque la soluzione è segnalare la presenza di queste aree sulle spiagge, anche perché «dal 1970 che io sappia - continua Laghi - i giudici a tutti i livelli hanno sempre archiviato o assolto chi praticava il naturismo in aree note ed è giusto nel rispetto di tutte le idee contrarie. A tutte le minoranze viene dato uno spazio decente e non si capisce perché non darlo ai naturisti».


Nella speranza che il nudismo «sia accettato coi fatti e non solo a parole» Laghi ricorda anche che la pratica «è un modo di vivere in armonia con la natura» con lo scopo «di favorire il rispetto di se stessi, degli altri e dell’ambiente. La pratica - aggiunge - aiuta a prevenire e a curare molte forme di malattie psico-fisiche in linea con l’art. 32 della Costituzione che dice di tutelare e dare una buona educazione ai nostri bambini insegnando a vedere il nudo nella sua giusta ottica».


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