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Ferrara, il Green pass non blocca le imprese ma in alcune il tampone è gratis

Zaina (Confindustria): sosteniamo noi i costi ma sono pochi casi. Al petrolchimico su 3mila controlli solo sette “respinti”

FERRARA. Imprese private in attività a pieno ritmo (o quasi) in provincia nel giorno di esordio del Green Pass. «Nessun criticità ci è stata segnalata nelle aziende», sintetizza in serata Giovanni Verla, segretario generale della Fiom-Cgil (metalmeccanici). «L’avvio del nuovo sistema di controlli sugli accessi è stato anticipato da comunicazioni durante le assemblee convocate nei luoghi di lavoro. Tra i dipendenti non c’è un’uniformità di posizioni sul Green Pass, è vero, ma è stato possibile evitare situazioni di contrapposizione».

Da Torino, sede italiana di Stellantis, la multinazionale che controlla l’ex Vm, si usano quasi le stesse parole: «Nessun problema a Cento, la procedura automatizzata con le verifiche a campione ha funzionato bene, non abbiamo registrato disagi o intoppi. Anche negli altri stabilimenti italiani la giornata si è svolta senza sorprese, al massimo qualche piccolo disguido presto risolto».


PROTESTA SGONFIATA

A Ferrara, comunque, qualche impresa ha preferito sollevare il lavoratore dal costo del tampone per evitare assenze dell’ultimo momento, seppur attese in numero limitato o addirittura esiguo. Gian Luigi Zaina, vicepresidente di Confindustria Emilia-centro e titolare d’impresa, disegna questo quadro: «Alla vigilia – ha dichiarato – ero preoccupato di cosa sarebbe potuto succedere oggi (ieri, ndr), ma in realtà nella prima giornata di applicazione non sono segnalate particolari difficoltà. Ci sono state assenze e ritardi a causa soprattutto delle procedure legate ai tamponi. Molte imprese hanno deciso di pagare i test ai loro dipendenti non vaccinati, almeno in questa fase, compresa la mia: ma stiamo parlando di 3 persone su 60».

Da fonti sindacali risulta che anche Toyota e Sirio di Ostellata (settore metalmeccanico) hanno attivato convenzioni per non far ricadere i costi dei tamponi sulle maestranze. L’impressione è che comunque, tra i dipendenti vaccinati e i colleghi che si sono sottoposti ai test di laboratorio (due casi che consentono di ottenere il Green Pass), la platea della protesta attiva, in provincia, si sia ridimensionata di fronte al rischio di sospensioni con cessazione dello stipendio, già a regime nell’area della sanità e della scuola.

Per il petrolchimico di Ferrara è stata una giornata campale. Andrea Fioravanti, responsabile dei servizi esterni di security all’interno dello stabilimento, spiega che una quindicina di operatori (in parte interni) hanno eseguito fino alle 17 di ieri la verifica di 2.960 certificazioni verdi sul cento per cento degli ingressi. Alla fine i “respinti” sono stati solo 7 (3 addetti di impresa e 4 autisti). Dovranno tornare in altra data (con GP) per passare i controlli. Il sistema informatico di verifica, utilizzato in modo massiccio, ha funzionato (con difficoltà a leggere GP cartacei “stropicciati”). Il sistema di scansione in alcuni casi non ha dato l’ok per i “tamponati”: l’autorizzazione ad entrare fin dal giorno dell’esito e non dopo il 14°, come avveniva in passato, non è stata sempre accordata. Si è ovviato usando la documentazione cartacea fornita dal laboratorio.

Gi.Ca.

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