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Green pass, nel Ferrarese rari “respingimenti”: «Ma lunedì sarà più complicato»

In Comune a Ferrara due addetti a casa, Comacchio “epicentro” dei rifiuti. Tamponi, Cgil e Cisl li vogliono gratis

FERRARA. La grande maggioranza dei dipendenti comunali del Ferrarese sono entrati regolarmente in ufficio, nel primo giorno da Green pass, ma ci sono eccezioni sporadiche (due lavoratori “respinti” a Ferrara) o molto più consistenti (a Comacchio la stima ufficiosa indica in una quarantina gli addetti non in regola su 120) che non permettono di archiviare la questione senza ulteriori momenti di verifica. Anche perché sta creando imbarazzi pure nel fronte sindacale la richiesta, avanzata da Cgil e su alcuni tavoli anche da Cisl, d’inserire i tamponi nel Documento di valutazione del rischio e di farli quindi pagare al datore di lavoro, analogamente a mascherine e igienizzante: richiesta per ora respinta ovunque, tranne che a Masi Torello i cui 11 dipendenti risultano però dotati di Green pass.

I CONTROLLI


A Palazzo Municipale, al centro dell’attenzione più che mai, hanno dovuto mettere sotto controllo 25 punti di accesso, con 83 verificatori che hanno accertato la regolarità di 800 accessi, rimandando a casa appunto 2 addetti. Su coordinamento della Direzione generale e dell’assessorato al Personale, sono stati coinvolti 20 dirigenti che a loro volta hanno individuato e istruito il personale incaricato dei controlli, ai quali sono stati affidati 50 lettori per verificare i pass su tutto il territorio, dalle 7.30 alle 9. «Non hanno l’obbligo a possedere i Green pass solo i cittadini che hanno necessità di accedere alle sedi comunali per l’erogazione di un servizio» ricordano in Municipio.

I problemi maggiori si sono registrati a Comacchio, per l’elevato numero di addetti no Green pass. Ieri mattina mancavano all’appello una trentina di amministrativi ed in Polizia locale è “saltata” la pattuglia del pomeriggio.

Qualche asperità in generale proprio per la Polizia locale, in quanto le pattuglie di turno non possono essere verificate in maniera centralizzata: ieri gli agenti su strada se la sono cavata controllandosi l’un l’altro. «Abbiamo avuto una buona collaborazione con gli enti locali - spiega Sonia Uccellatori (Fp Cisl) - La partenza è stata positiva ma registriamo delle difficoltà nella programmazione dei tamponi, e lunedì potrebbe essere una giornata difficile».

NO PAGHERAN?

Non ha per ora centrato l’obiettivo la richiesta di tamponi gratuiti avanzata dalla Cgil nella delegazione trattante di Ferrara, Unione Terre e fiumi con relativa Azienda sociale, Comacchio, Masi: «Abbiamo seguito le indicazioni del nazionale, cioè che i lavoratori non devono pagare per la loro sicurezza - ha spiegato Luca Greco (Cgil Fp) - I tamponi non sono Dpi, ma a nostro avviso fanno riferimento alla sicurezza del lavoro, quindi vanno inseriti nel Documento di valutazione dei rischi e di conseguenza pagati dal Comune. Risposte delle amministrazioni? Ferrara ha detto no, l’Unione terre e fiumi sì all’inserimento nel Dvr ma no alla gratuità, e Masi ha detto sì», ma appunto non ha casi. La Cisl ha aderito a sua volta ad alcune di queste richieste, diversa la posizione della Uil, «dobbiamo trovare una soluzione diversa per evitare oneri ai lavoratori, rispetto a far pagare il pubblico» sottolinea Leonardo Uba (Uilpa).

Stefano Ciervo
Katia Romagnoli

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