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Alberi tagliati lungo il Reno. Rispettate le prescrizioni?

"Sui programmi di gestione della vegetazione ripariale, Regione inadempiente". Zamboni (Europa Verde): area affidata a privati che vogliono ricavare legna. Che senso ha piantare 4,5 milioni di nuove piante se si abbatono quelle esistenti?"

SANT'AGOSTINO. Dopo le proteste degli scorsi giorni delle associazioni ambientaliste contro il taglio degli alberi lungo il fiume Reno il gruppo Europa verde dell’assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ha depositato un’interrogazione alla giunta per avere informazioni sugli abbattimenti nel tratto ricompreso nei comuni di Cento, Terre del Reno, Poggio Renatico, Pieve di Cento, Galliera, Calderara di Reno, Castel Maggiore, Sala Bolognese, Castello d’Argile ed Argelato.


Nello specifico Europa verde chiede alla giunta «se la ditta privata concessionaria dell’operazione di taglio ripariale abbia presentato uno studio idrodinamico volto a dimostrare quale siano i tratti del fiume maggiormente interessati da un’eventuale piena e di conseguenza i relativi interventi da effettuare per metterli in sicurezza». E la ditta, chiede ancora l’interrogazione, ha «rispettato le prescrizioni previste nella concessione regionale del 20/08/2021»? E quanti e quali controlli sono «stati effettuati ad oggi per valutare la correttezza dei lavori svolti»?. E il taglio vegetazionale rientra «nei parametri di taglio previsti nel bando pubblico, nella concessione e nelle linee guida regionali»?


L’interrogazione chiede anche conferma del fatto «che, sulla base della ricerca fatta da Europa verde, ad oggi la regione risulta inadempiente rispetto alla redazione dei Programmi degli interventi di manutenzione e gestione della vegetazione ripariale necessari per finalità di sicurezza idraulica nelle aree demaniali, programmi che permettono di individuare in anticipo le priorità, le tipologie e la distribuzione spazio-temporale degli interventi di manutenzione, in modo da definire le corrette modalità di gestione della vegetazione». Inadempienza, sottolinea Europa verde, «che spiana la strada ad interventi sollecitati da ditte che lavorano nel settore del legname, e che quindi non sono subordinati a criteri di priorità di gestione della sicurezza idraulica».


«L’intervento di abbattimento degli alberi lungo il fiume Reno, come denunciano le associazioni ambientaliste del territorio bolognese è il risultato di una gestione di un’area demaniale affidata all’iniziativa dei privati, il cui principale interesse è ricavare la maggior quantità di legna da vendere come cippato, anziché gestire e valorizzare la vegetazione esistente in funzione della corretta manutenzione delle rive dei fiumi improntata alla sicurezza idraulica» afferma Silvia Zamboni, capogruppo di Europa verde e vicepresidente dell’assemblea legislativa.

Nei mesi scorsi Europa verde aveva presentato un’altra interrogazione alla Giunta su un analogo taglio di centinaia di alberi lungo il torrente Savena: «che senso ha piantare 4,5 milioni di nuovi alberi - come proposto da Europa verde in campagna elettorale e poi assunto nel programma di mandato della giunta - se poi si abbattono indiscriminatamente quelli esistenti?» si chiede Zamboni.

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