Garante disabili: Dana è indipendente? Lui: non faccio politica

Il Garante dei disabili del Comune è nelle condizioni di operare in piena autonomia di giudizio e indipendenza dalla politica e dall’amministrazione? A chiederlo al sindaco, con un’interrogazione, è la consigliera del Gruppo Misto Anna Ferraresi.

Il Garante dei diritti delle persone disabili, ricorda la consigliera, è composto dall’attuale portavoce del Comitato ferrarese area disabili e presidente Anmic Ferrara, Carlos Dana, e dall’avvocato Davide Conti e ha il compito di «concretizzare i principi per la realizzazione di una reale inclusione sociale», ma anche di intervenire sulla base di segnalazioni di eventuali «disfunzioni, irregolarità o qualunque altro comportamento discriminatorio o anche omissivo sul territorio comunale».


A questo proposito la consigliera chiede al primo cittadino rassicurazioni sull’indipendenza di giudizio del Garante, considerato che «Carlos Dana è cofondatore di “Ferrara Cambia”, la lista civica che l’ha sostenuta a diventare sindaco, ed è cugino dell’assessore Andrea Maggi».

In realtà, puntualizza lo stesso Dana «non ho nulla a che fare con la civica “Ferrara Cambia” e da anni non mi occupo più di politica, mi spiace che si voglia vedere il marcio dove non c’è; sono invece cofondatore dell’associazione di promozione sociale Ferrara Cambia, da cui peraltro mi sono dimesso quando ho ricevuto l’incarico di Garante, nonostante non fosse richiesto, proprio per dare un segnale di trasparenza ed evitare strumentalizzazioni. E allo stesso modo non mi sono ricandidato alla presidenza del Comitato ferrarese Area Disabili. Non sono pagato dal Comune, anzi questa carica mi impedisce di ricevere finanziamenti. Ho lavorato in modo costruttivo con la precedente amministrazione e intendo farlo anche con l’attuale, perché il mio unico riferimento è il mondo della disabilità. E la mia indipendenza fa comodo tanto a noi quanto al Comune». «Sì, Carlos è mio secondo cugino – aggiunge l’assessore Maggi – ma riguardo alla sua indipendenza, la sua storia di impegno per le persone disabili parla da sé».

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