Ferrara, nuova fase di dialogo. Aperto da Perego il sinodo diocesano

L’arcivescovo ha dato avvio al programma voluto dal Papa: «Un cammino comune della Chiesa per il terzo Millennio»

Come è accaduto in tutte le chiese del mondo, anche l’arcivescovo Gian Carlo Perego ieri ha solennemente aperto nella basilica di S. Francesco, il Sinodo diocesano che proseguirà fino al prossimo aprile. Un momento di confronto nella Chiesa voluto da papa Francesco che di recente in alcuni interventi rivolti alla Chiesa italiana e quella universale, ha ridato a questo tema una rinnovata grande importanza. L’invito a partecipare era stato rivolto sia a tutte le parrocchie affinché presenziassero con almeno un rappresentante, sia alle Unità pastorali, ai membri del Consiglio pastorale diocesano, al Consiglio presbiteriale, ai vicari zonali, a dieci consacrati, cinque diaconi ed a un rappresentante per ogni associazione e movimento ecclesiale. E così, ora, l’assemblea sinodale, presieduta dal Vescovo, dovrà discutere e approfondire i vari problemi per arrivare alla condivisione riunendosi secondo un calendario prestabilito da qui ad aprile.

«La Chiesa è chiamata ad ascoltare il Signore, la sua Parola e confrontarla con le parole degli uomini – ha spiegato nell’omelia monsignor Perego –. Il Sinodo è quindi soprattutto tempo di ascolto della parola di Dio e di quella degli uomini per rinnovare la nostra vita ed il nostro cammino insieme». Del resto come ha aggiunto «La Chiesa vive nel mondo e non lontano dal mondo ed è importante riattivare quel dialogo ancora troppo assente, con chi non crede più o vive altre esperienze religiose».


Un dialogo sempre aperto su temi e problemi di forte attualità, ai quali del sto lo stesso Perego ha dedicato molte delle sue parole durante il servizio di Vescovo di Ferrara. «A papa Francesco, cui sta molto a cuore il Sinodo – ha concluso – interessa non tanto approfondire questo o quel tema ma l’apprendimento di un modo di vivere della Chiesa che invita tutta ad interrogarsi per la sua vita e la sua missione». E proprio il cammino sinodale ha concluso «è un cammino da compiere insieme imparando da ciò che andrà sperimentando, quali processi possono aiutarla a vivere la comunità, a realizzare la partecipazione, ad aprirsi alla missione».

Margherita Goberti